Nel momento in cui ci mettiamo in comunicazione con gli
stimoli esterni, con quel mondo di eventi e persone, reali
o immaginari, consciamente o inconsciamente abbiamo creato un modello di
osservazione.
Le informazioni vengono raccolte dal cervello attraverso
tutti i canali sensoriali e da questi elaborati ed immagazzinati. In questo lavorio
incessante di decodifica della realtà, in sostanza, ognuno di noi
privilegia l'utilizzo di una o due modalità sensoriali tra quelle
disponibili per l'organismo che corrispondono ai seguenti livelli di attivazione:
la funzione Visiva delimita e attiva lo spazio dell'Azione e dell'immagine,
la funzione Uditiva quello del Ragionamento e del suono,
la funzione Cenestesica quello dell'Emozione.
Come grafologi quando ci troviamo di fronte ad una scrittura è "come se" Vediamo, Ascoltiamo e proviamo Sensazioni,
è "come se" stessimo vivendo l'Azione, Cognizione ed Emozione del nostro
soggetto e nella descrizione di ciò che proviamo ci sarà facile
innescare la descrizione della metafora: COME SE ….
Il grafologo esperto riesce a "vivere" dentro di sè il movimento,
la forma e l'emozione di quella scrittura; tutto questo avviene con lo studio e
la pratica ma anche attraverso l'intuizione e la sensibilità personale.
Secondo quanto scritto da Nicola Lamacchia ,
saper rilevare lo stato di attivazione dei canali sensoriali dalla scrittura,
consente al grafologo di intervenire ad uno studio della realtà
sensoriale del soggetto in modo più razionale e rilevando anche la finezza dell'oggetto di studio.