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Grafica / Grafo logia

© Elisa Zampa, 2001

L'angolo

Nell'arco di decenni la grafologia ha potuto osservare innumerevoli tipologie di scritture, elencando in diverse categorie le forme scoperte (segni).

Il segno linguistico presenta due facce indissociabili:

  • significante: il nome, l'immagine della cosa, il modo adottato dal segno linguistico per manifestarsi, per farsi vedere e sentire, il contenente,
  • significato: il concetto trasmesso dal nome, dall'immagine della cosa, il contenuto. Il significato può essere semplicemente denotativo, preciso, immediato, vicino alla cosa rappresentata, oggettivo, e connotativo e cioè più vago, più soggettivo, più simbolico, ma anche più profondo. (Pacifico Cristofanelli 1989, Grafologia dalla scrittura alla personalità)

Per rendere più concreto e pratico questo schema linguistico, presentiamo un'applicazione esemplificativa al segno grafologico Angolosa.

Il segno linguistico corrisponde al segno grafologico Angolosa.

Il significante di questo segno grafologico è costituito dalla forma retta e dall'angolo.

L'Angolosa si manifesta in Angoli A e Angoli B: nel primo segno gli ovali delle lettere presentano delle angolosità nei risvolti inferiori dove, secondo il modello scolastico, dovrebbe verificarsi un movimento curvilineo.

Il secondo segno si presenta con l'angolo sia nel risvolto inferiore (Angolo A) che al vertice superiore degli ovali.

Il significato denotativo(immediato) emergente dal segno è:

il soggetto a contatto con la linea di base della scrittura che rappresenta la concretezza della realtà, reagisce bruscamente, non si adatta, non cede alle esigenze del Tu (Destra), ma ritorna, diremmo frettolosamente verso i propri interessi, preoccupato di difendere il proprio mondo affettivo e intellettivo.

Il significato connotativo, invece, va ricercato nel "risentimento" (Angoli A) o, in termini più psicologici, la legittima difesa dei diritti dell'Io, la grinta, l'intraprendenza, la reattività, la vivacità intellettiva.

Nel caso degli Angoli B si tratta di "offesa dell'Io" per tenacia e resistenza soprattutto nella difesa delle proprie idee e nella realizzazione degli impegni, ma anche: testardaggine, irremovibilità, cavillosità, chiusura del sentimento, disadattamento (Pacifico Cristofanelli 1989, Grafologia dalla scrittura alla personalità).

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I caratteri tipografici denominati Medievali/Gotici possono avere le stesse caratteristiche del segno Angolosa perché possiedono un alto grado di angolosità nei vertici inferiori e superiori delle lettere (il significante).

Il carattere è la forma, la figura della lettera alfabetica scritta o stampata. Dall'invenzione della stampa a caratteri mobili la forma del carattere stampato si modifica sia per via della particolare struttura del carattere tipografico sia perché la forma della scrittura (e quindi del carattere) assume configurazioni vicine agli stili delle varie epoche (Giorgio Fioravanti 1993, Il Dizionario del grafico).

I caratteri Medievali/Gotici derivano dalle varie scritture usate dall'Alto Medioevo a tutto il Rinascimento. Essi sono riconoscibili per le forme angolose ed allungate che imitano le forme delle lettere eseguite con la penna d'oca e l'inchiostro nella scrittura antica. Questi caratteri hanno le terminali molto svolazzanti, soprattutto nelle maiuscole (Giangiorgio Fuga 1995, Conoscere e progettare i caratteri tipografici).

Le forme angolose sono segno di contrasto perché il continuo spezzarsi delle linee provoca delle rotture, di conseguenza si crea una forte sensazione di azione e di lotta (il significato denotativo). Questo segno mostra una tensione ad ogni livello, persino l'immaginazione sembra bloccata.

Infatti l'interpretazione psicologica del segno parla di tensione ad ogni livello sia in quello del rapporto con la realtà che in quello affettivo ed espressivo dei sentimenti (il significato connotativo).

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carattere Goudy text MT

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carattere Ironwood

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Fraktur BT esempio di angolosa

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Il segno Angolosa può essere riferito all'impaginazione di un manifesto o, più in generale, ad un progetto grafico. Col termine impaginazione si definisce la collocazione in pagina degli elementi stampanti, secondo schemi liberi o prefissati (Giorgio Fioravanti 1993, Il Dizionario del grafico). Una composizione può essere Angolosa quando la struttura è formata da linee che si spezzano continuamente e che, spesso, creano degli angoli (il significante). L'intenso contrasto suscitato da questo segno nella pagina è indice di aggressività, di lotta, di azione, di violenza, di tensione che emerge, probabilmente, per sottolineare visivamente un tema forte e cruento che deve impressionare il lettore (il significato denotativo).

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Albe Steiner, Mostra della Ricostruzione (1945) - Manifesto per la campagna di tesseramento del Partito Comunista Italiano (1966) esempio di angolosa)

Nel caso qui presentato, il grafico Albe Steiner, oltre ad aver utilizzato il segno Angolosa ha voluto sottolineare visivamente altri due aspetti importanti: la progressiva elevazione della riga su cui poggia il testo, o meglio, lo slancio euforico verso l'alto indica idealismo sia immaginativo che concettuale (il segno Ascendente).

All'autore interessano i valori spirituali ed intellettuali che è possibile trasmettere con un messaggio pubblicitario. In secondo luogo la dimensione di alcuni elementi (il titolo, per esempio) viene esageratamente ingigantito rispetto al resto della composizione evidenziando una comunicazione, quasi urlata, che investe il fruitore in maniera forte e violenta (il segno Calibro Alto). Albe Steiner è un esempio perchè, attraverso la grafica (le forme usate nelle sue opere come in questo caso il segno Angolosa, Ascendente e Calibro Alto) ha potuto mostrare i suoi ideali di partigiano, di uomo di cultura, di antifascista coerente, di militante comunista, di combattente per la libertà e per il socialismo.

Albe Steiner nasce a Milano nel 1913. L'infanzia e l'adolescenza sono profondamente segnate dalla violenza fascista che colpisce la sua famiglia, ha 11 anni quando viene assassinato lo zio Giacomo Matteotti. Di qui la coscienza antifascista di militante, di combattente per la libertà che è cultura È. Comincia la sua attività di grafico, quando ancora questa professione come tale non esiste, nel 1933, con l'impaginazione del pieghevole e il disegno del motociclo 175 per la fabbrica Atala. Nel 1939, con la moglie Lica, sua inseparabile compagna di lavoro, si avvicina al Partito Comunista, attraverso l'amicizia di Di Benedetto. Con lui e con Vittorini, cui si lega di affetto profondo e amicizia fraterna, si occupa fino alla Liberazione della stampa clandestina. Dal periodo della clandestinità segue gran parte della grafica di Partito e delle organizzazioni democratiche: manifesti, periodici, opuscoli, volantini, mostre e stands, fino all'impaginazione della rivista Orientamenti Nuovi, al progetto, non realizzato, di Noi Giovani, all'allestimento di parte delle mostre del Festival di Milano del '74 (Albe Steiner, Fratelli Alinari I.d.E.A.).

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