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Complicato ma valido!

di Franco Torbidoni

 

Una azienda di distribuzione di beni di consumo è alla ricerca di un marketing manager. Il profilo sintetico della predetta figura prevede:
  • capacità direttive: gestione delle risorse, efficacia negli interventi;

  • capacità tecniche: pianificazione, programmazione, organizzazione, addestramento (training);

  • capacità relazionali: coordinamento, selezione e reclutamento;

  • doti intellettive: originalità, comprensione dei problemi, valutazione dei medesimi.
  •  

    Il candidato è un 38enne, attualmente impegnato quale analista di mercato. L'azienda committente vuole conoscere a fondo la personalità del soggetto.

    Doti intellettive

    Il soggetto è dotato di intelligenza molto buona caratterizzata da intuito, originalità e spirito critico. I suoi concetti sono chiari e precisi e provengono da una riflessione attenta, essenziale, sorretta da una logica stringata, frutto a sua volta di un meditato confronto fra momento ideativo e progettualità. In altre parole, il suo procedere intellettivo parte da un accentuato coordinamento fra tutte le relazioni concernenti i fatti che gli consente una visione sufficientemente ampia e articolata dei problemi che poi tuttavia sottopone al vaglio critico per valutarne tutti gli aspetti specie quelli negativi.

    Ottima anche la memoria, soprattutto concettuale, in quanto rivolta a immagazzinare le regole fondamentali e i principi, validi per la lunga distanza, da rievocare al momento opportuno adeguandoli alle necessità. In tale ambito si potrebbe parlare addirittura di iniziativa che, facendo tesoro dell'esperienza accumulata, riesce a innestare i successi conseguiti nella realtà del presente. Si direbbe quindi che lo scrivente è sicuramente orientato al futuro, in quanto dotato di buona capacità previsionale, ma è altrettanto sensibile all'attualità dell'oggi; ed invero, se così non fosse, non si capirebbero il gusto per la forma che dà ai suoi progetti, la capacità di intervenire con buona prontezza se qualcosa non va, l'attenzione che pone al giudizio nei suoi riguardi da parte dell'ambiente (anche di lavoro), la cura nel confezionare taluni particolari, il fiuto nel percepire l'aria che tira, eccetera, eccetera. In sostanza perciò si nota nel soggetto in esame solo una "tendenza" alla cerebralità che poi non si attarda più di tanto nel lavoro a tavolino preferendo mettere in cantiere abbastanza presto quanto immaginato o pensato. Certo, il richiamo all'approfondimento è notevole, la fase documentale (acquisizione dei dati) talvolta può essere troppo lunga e accurata, l'attrazione per il particolare è sempre in agguato ma, alla fine, quasi certamente prevalgono: la volontà di giocare d'anticipo per evitare sorprese, quel moderato ottimismo che gli consente di superare talune incertezze e soprattutto la voglia di fare.

    Tuttavia, non sempre le cose vanno come dovrebbero ed allora scatta la "riflessione a posteriori" sul proprio operato cui seguono i sensi di colpa ovvero la ricerca dei "perché", accompagnata da critiche che rimettono tutto in discussione. Ciò avviene perché egli è molto abile nella dialettica, nell'eccepire o nell'obiettare. Indubbiamente i suoi pareri sono motivati, ha la visione chiara dei problemi, la sua razionalità lo mantiene sul piano del possibile, dice le cose in faccia ma tutte queste belle qualità vengono fuori prevalentemente quando deve difendersi o giustificarsi. Normalmente non dà troppa soddisfazione all'interlocutore (familiare, superiore, dipendente o cliente che sia), risulta piuttosto laconico, a volte sfuggente, anche a disagio di fronte a persone troppo loquaci. In altri termini, le sue capacità espressive e comunicative so piuttosto contenute ma se ci si mette diventa ironico, mordace e addirittura tagliente

    Qualità temperamentali e di carattere

    Trattasi di persona vitale, abbastanza attiva, giustamente intraprendente, che desidera esercitare padronanza sulle cose e sulle situazioni. Realizza tale suo desiderio tramite l'intuito psicologico che gli consente di comprendere le altrui disposizioni e di individuare i punti di minor resistenza della controparte; il tutto opportunamente sorretto da distinzione, modi garbati e forbiti.
    Non è estremamente dinamico ma sa imprimere un buon ritmo alla sua azione. Quest'ultima ha peraltro scopi precisi essenzialmente ricollegabili ad un sentito senso aspirazionale, che raramente sfiora l'entusiasmo, teso all'affermazione (specie nel lavoro) non tanto (o solo) di se stesso quanto delle proprie idee e del proprio ruolo (si chiarirà meglio nel successivo paragrafo). Da questa esigenza nasce quindi la tendenza al comando che peraltro deve fare i conti con una capacità decisionale di buon livello ma non prontissima. In altri termini il soggetto desidera essere presente sulla scena, ama essere notato, sente la spinta ad una certa ambizione, forse tende a sovrastimarsi ma non è un visionario.
    Non ama sbagliare, teme le brutte figure perciò sta attento a quello che fa. Tutto sommato è un uomo accorto che rischia a ragion veduta e che prova molta soddisfazione per i propri successi ma anche malinconia per quanto non ha potuto conseguire e per tutto ciò che eventualmente non gli è riuscito bene. Se a ciò si aggiunge la leggera tendenza al perfezionismo, si comprende che la fase decisionale risente di qualche battuta d'arresto.
    In sostanza, egli subisce in un primo momento la spinta a fare ma poi deve dare adeguata risposta ai perché quella certa cosa va fatta (giustificazione) non trascurando anche come farla (aspetto estetico - formale) e in quale contesto (impatto socio - ambientale)

    Profilo lavorativo/manageriale

    Il soggetto tende a posizionarsi su livelli di buona "considerazione" (nel senso che riesce a motivare i propri collaboratori e, nello stesso tempo, anche a sostenerli) e alta "struttura" (cerca di raggiungere l'obiettivo e l'efficienza mediante criteri razionali e con utilizzo di precisi parametri di performances). Per tali motivi:

    • sa ben strutturare ed anche delegare;
    • predilige collaboratori preparati, meglio se tecnici, abbastanza autonomi e orientati alla condivisione della presa di decisione;
    • non è orientato a "prescrivere", definendo cioè compiti e modalità attuative in tutti i dettagli, ma mantiene comunque nelle proprie mani la leva del controllo;
    • gli riesce agevole conciliare gli obiettivi aziendali con i propri ma i primi assumono una rilevanza quasi essenziale (militanza collusiva).
      In buona sostanza, lo scrivente predilige:
    • definire in prima persona e a priori lo scenario in cui operare;
    • poter restringere il campo d'azione a proprio piacere;
    • ricercare soluzioni "ad hoc", secondo il modello di "contingenza" e in una ottica sistemica dove occorra tener conto de fattore "complessità" (elementi posizionati a livelli diversi;
    • avere feed back costante per ottenere un buon grado di controllo e verifica;
    • poter giustificare le scelte adottate valutando globalmente tutti gli elementi in gioco;
    • "aprire" (prefigurare nuove domande e/o nuovi modelli d'intervento) piuttosto che "chiudere" ( riproponendo le stesse soluzioni già adottate in situazioni analoghe)
    • adottare modalità competitive anche quando non è sicurissimo di vincere. Trattasi di persona valida, brillante intellettivamente, attraente, con un proprio stile, raffinata nei gusti, sensibile all'estetica, talvolta sofisticata, dagli atteggiamenti a volte contraddittori, essenziale, fortemente critica (e autocritica), animata da giusta ambizione non disgiunta da una punta di vanità, orientata al successo, competente perché ben documentata, sicura delle proprie affermazioni, talvolta sentenziosa, poco serena intimamente , esternamente controllata, dotata di senso dell'opportunità ma non abilissima nel manipolare, attenta ma non pedante, facile alla polemica e non di rado contestatrice. E' certamente in grado di ricoprire l'incarico in questione ma è il caso di completare il quadro con una ulteriore riflessione. Sa di valere ma non pretende più di tanto per é stesso, pretende forse più dagli altri pur non riuscendo a specificare quello che in realtà vorrebbe da loro. E' questo un atteggiamento problematico proprio delle menti brillanti che, fortemente legate al mondo del pensiero (il proprio), stentano ad avere rapporti sereni con il prossimo in quanto portate a nascondere i propri punti deboli e ad estremizzare i contrasti, sia pure piccoli. E' questo forse l'unico punto debole del candidato: ottimo lavoratore, al quale peraltro consiglio di:
    • limitarsi nell'eccepire e nell'obiettare per non dare l'idea di essere fra i pochi depositari della verità;
    • non radicalizzare i problemi specie a livello di relazioni interpersonali.

    Per completezza aggiungo che, al di là dell'incarico per il quale si candida, potrebbe anche essere utilizzato in qualità di:
    a) "leader organizzativo" che si interessa di problemi concreti con sistematicità e metodo e ricercando l'efficienza nell'armonia e nella forma da dare ai progetti di intervento;

    b) "leader valutatore verso le idee" in quanto la sua originalità (pensiero laterale), la capacità di riflessione e una sana prudenza gli consentono di scoprire vantaggi e limiti insiti in ogni progetto.

    Franco Torbidoni

    Articolo pubblicato su FORCESECURITY - anno XIII - N°108/109 . Marzo/Aprile 1998

     

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