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Analisi
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Maria Teresa di Calcutta

di Franco Torbidoni

Premessa

La notorietà del Personaggio non favorisce certamente una valutazione "astratta", nel senso che è difficile non tenere conto di quanto sappiamo di Madre Teresa di Calcutta per aver letto, udito e visto quanto Essa dice e soprattutto fa.
D'altra parte ci riteniamo fortunati, non solo per aver a disposizione due scritti (sia pur brevi) del Soggetto ma anche perché sussiste una rispondenza quasi piena fra ciò che traspare dalla scrittura e quanto ormai fa parte della letteratura o, per meglio dire, della iconografia costruita dai media su di lei.
Non è la prima volta che ci cimentiamo in indagini grafologiche su Personaggi in odore di santità ma la novità risiede nel fatto che abbiamo conosciuto l'Interessata, sia pure fugacemente, e di averla osservata dal vivo in diverse situazioni, vuoi in cerimonie religiose come pure nel corso di riunioni informali.
Il fascino che essa esercita è indubbiamente fortissimo, non solo per come si esprime (tono di voce, contenuti generali, argomenti specifici, ecc.) ma per come usa lo sguardo, fermo e bonario insieme, alle volte quasi di intesa immerso com'è in un tenero sorriso che mitiga le ombre delle rughe che solcano il Suo volto. Gli occhi scrutano a fondo e penetrano nell'anima ma senza intenti inquisitori. Nell'osservarLa ci si sente indifesi ma tranquilli e sereni.

Doti intellettive

Il soggetto dispone di intelligenza caratterizzata non tanto da spiccata originalità quanto da buona intuizione per gli aspetti pratici connessi alle idee che è in grado di produrre ed elaborare. Ciò è possibile anche perché dispone di una notevole apertura mentale che tuttavia non si spinge più del dovuto nell'approfondimento in quanto il Suo realismo La porta a mettere subito a frutto i programmi e i progetti concepiti. In questo è aiutata dal Suo modo di pensare più "descrittivo" che "scientifico", nel senso che predilige far capire ciò che vuole piuttosto che perdere tempo per giustificarsi o per documentare la validità delle Sue scelte. Sa altresì associare fatti e situazioni in una visione globale ampia e articolata ed è in grado di tenere sotto controllo oggetti diversi e anche lontani fra loro. I Suoi schemi mentali sono realistici, basati su una valutazione delle circostanze che va al di là delle apparenze. Ottima la Sua capacità di valutare le persone; più attenta appare invece nel giudicare le idee e proposte altrui, con ciò dimostrando grande convinzione in ciò in cui crede. Mente aperta quindi, più logica che critica, chiara nella sua concretezza, poco sofisticata, più vicina al reale che all'astratto, orientata alla conoscenza ma per quel tanto che basta, sorretta da una sana perspicacia che consente alla Scrivente di capire bene le intenzioni dell'interlocutore anche se ben camuffate. Fiuta quindi i tranelli da lontano e non li fa rimarcare direttamente ma li rispedisce al mittente sotto forma di "insegnamenti", di consigli o, se del caso, di proposte che poi, a ben vedere, sono richieste alle quali non è facile sottrarsi. Si tratta di una specie di arte che confluisce integralmente nella Sua notevole capacità di mediazione che Ella, per la notorietà che La circonda, può oggi utilizzare al massimo; ma è un di più, una dote che Essa mette a disposizione di tutti senza distinzione di nazionalità, razza o religione.
Quella stessa arte, all'inizio dell'impegno religioso caritativo, deve essere stata per contro uno dei punti di forza della Sua azione organizzativa, fatta di stimolazioni energetiche ma non offensive, tese a coinvolgere tutti senza colpevolizzare alcuno, basata su una comunicativa convincente in grado cioè di suscitare interesse e partecipazione.

Qualità temperamentali e di carattere

Trattasi di Soggetto vitale, sensibile, animato da un ottimismo "ragionato", cauto se occorre, che si commuove ma senza debolezze, capace di conciliare ma sempre in funzione di un risultato concreto. E qui entriamo nell'intimo temperamentale di Madre Teresa: quello dal quale emergono la volontà, la tenuta e lo spirito di sacrificio; abbiamo anche la fermezza o meglio la forza d'animo ma questa non Le serve solo per affrontare i tanti problemi che Le piovono addosso quanto per ribadire la padronanza su quegli stessi problemi che, per lo stesso fatto di essere entrati nella Sua sfera di azione, in qualche modo sono destinati a risolversi. Il grafologo che legge sa a cosa ci riferiamo; non può sfuggire, infatti (vds. figura) la Sua buona capacità decisionale, una sostanziale sicurezza, un forte senso di indipendenza.
Dietro a queste doti è facile tuttavia individuare anche la volontà di affermarsi, una notevole aspirazione al comando e, più in generale, ampiezza di aspirazioni.
D'altra parte non poteva che essere così, vista l'enorme mole di impegni che si è assunta in ogni parte del mondo, visti i ritmi della Sua vita continuamente itinerante e il desiderio quindi di essere "presente" nei contesti più svariati, convinta com'è che dove c'è l'uomo albergano sofferenza, abbandono e fame.
La scrittura, infatti, evidenze attivismo, volontà di raggiungere i propri scopi e spirito di iniziativa, non estremamente dinamico certo ma sorretto da una spiccata coerenza sul filo della quale le scelte trovano attuazione, le regole vengono rispettate e fatte rispettare in India come negli Stati Uniti d'America.
Non troviamo quindi, per chiarire ulteriormente, una spiccata intraprendenza ma piuttosto una energica perseveranza basata su chiari ma semplici orientamenti, non disgiunti da avvedutezza e senso di opportunità.

Capacità operative

A ben vedere ci troviamo di fronte ad una sorta di manager dalle caratteristiche complessive a cavallo tra la figura del "direttore " e quella del "venditore".
Madre Teresa non vende, regala ma quello che dona, al di là del sacrificio personale Suo e delle Sue missionarie, deve pur prenderlo da qualche parte.
Da ciò deriva la necessità di saper acquistare il massimo con il minimo di spesa e di procurarsi quanto serve stimolando la carità altrui. Come? E' semplice: usando i tasti giusti per portare ogni interlocutore nell'ambito delle proprie vedute o dentro il vortice delle Sue attività multiformi; con l'esempio continuo; conquistando l'opinione pubblica, da sempre con Lei; facendo del tutto per apparire umile senza peraltro voler sembrare debole.
E infatti l'umiltà non traspare dalla Sua scrittura, anzi notiamo poca propensione a farsi influenzare, la tendenza a sbilanciarsi in azioni più grandi di Lei, poca simpatia per le interferenze, vuoi sul Suo operato, vuoi sulla conduzione dell'Ordine che Le appartiene ed al quale appartiene. Strano e sottile questo confronto basato sul desiderio di dominare ciò che sente Suo e l'assoluta dedizione alle regole da Lei stessa fissate, tanto da farLa assomigliare ad un leader che riesce a confondersi con l'ultimo dei Suoi sottoposti.
Ed invero, dalla scrittura sembrerebbe che l'Autrice si senta maggiormente portata per il primo dei due ruoli anzidetti mentre la realtà -la Sua storia - ci dice che Ella predilige l'obbedienza.
Il risultato è che in Lei l'abilità diplomatica - ampiamente collaudata e ricercata - convive con la capacità di consolare e confortare, la tenerezza e il desiderio di calore umano si alternano facilmente con la compostezza e la dignità di un capo, ad una grande comprensione per gli altrui bisogni si accompagna il rimprovero per chi fa le cose non al meglio, uno spiccato senso dell'attesa non preclude la grande voglia di fare, la Sua predilezione per la parte organizzativa non le fa dimenticare la pianificazione dell'immensa Opera che racchiude i Suoi disegni.

Conclusioni

Come Ella riesca ad armonizzare tali capacità e tendenze, non proprio contrastanti ma pur sempre diverse fra loro, è quasi un mistero. Ma forse non è il solo.
Cosa avrà mai spinto questa Donna a intraprendere un cammino così faticoso? Perché ha sentito il richiamo di due vocazioni? Domande banali alle quali ha risposto Lei stessa: "Io non sono che una piccola matita nelle mani di DIO".

Franco Torbidoni

Articolo pubblicato su: GRAFOLOGIA MEDICA

 

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