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Ho effettuato uno studio psicografologico sulla personalità di Padre Pio da Pietrelcina, esaminando le Sue scritture prodotte lungo l'arco della vita e pubblicando i risultati in un libro. Presentandomi per qualche conferenza sull'argomento, ascolto con molta ricorrenza questa domanda: "Ma Padre Pio era un tipo burbero?"
Alla luce dello studio condotto, cerco qui, succintamente, di dare una risposta a questo interrogativo.
Era burbero? E' questa caratteristica, vera o presunta, che colpisce le persone perchè, se vera, è in contrapposizione con lo stereotipo del santo, fatto tutto di pazienza e "buono come pezzo di pane".
A parte che la santità non presuppone necessariamente la mancanza di questa caratteristica: ricordo, inoltre, che nello stesso Vangelo, Gesù Cristo ha cacciato i mercanti dal Tempio con modi piuttosto bruschi. Ma cerchiamo di capire cosa emerge dalla scrittura di Padre Pio su questo specifico aspetto.
Anche per quanto concerne uno studio della personalità, condotto attraverso un'indagine psicografologica, vediamo come tante "forze" possono alimentare, espressioni comportamentali molto differenti.
Introversione e Compressione
Padre Pio era un uomo che coltivava dentro, e con passione, i suoi sentimenti, le sue emozioni, le sue sensazioni (Calibro piccolo, Minuziosa, Contorta, con Slanciata, Largo tra lettere sup. 5/10). All'esterno poteva apparire come distaccato, in tanti momenti, ed assorto in quell'interiore sentire (Calibro Piccolo, Angolosità del Tracciato, Filiforme, Titubante, Contorta). Questo significa che la personalità, di solito, non manifesta continuamente ed estesamente quanto prova e pensa; detto in termini diversi e metaforici, possiamo richiamare l'idea del braciere che appare superficialmente spento, mentre più sotto cova il fuoco.
Questa introversione può far apparire i soggetti più distaccati (e quindi, per questo, meno amici) e questa percezione di fondo può far sembrare le loro manifestazioni più dure e prive di convenevoli, specialmente se schiette ed essenziali (Calibro Piccolo, Angolosità del Tracciato, Filiforme, Titubante, Contorta, Scattante, Recisa).
D'altro canto, a volte, l'introverso può dire qualcosa che deve come "squarciare il velo" per potersi affacciare all'esterno: per questo motivo certe azioni o reazioni possono essere più esagerate.
Serietà interiore e senso etico
Interiormente e per quanto concerne argomenti attinenti la sfera etica, a cui dava grande importanza, la scrittura evidenzia grande senso di serietà e preoccupazione di non aver adeguatamente osservato precetti e norme come doveva, con conseguente senso di inadeguatezza e colpa (Compitezza grafica, Calibro piccolo, Minuziosa, Titubante, Contorta).
Questo senso di serietà sussisteva specialmente verso sè stesso (Largo tra lettere sup. a 5/10, Largo tra parole e Calibro piccolo con Minuziosa) e, in certe circostanze, nei confronti di chi si potesse dimostrare tutt'altro che rispettoso negli atteggiamenti o nell'interiorità nei fatti di fede (Compitezza ed aspetti di rigidità del tracciato).
Questa serietà, unita all'aspetto introversivo, produceva delle "uscite" secche ed essenziali (Calibro piccolo, Filiforme, Scattante, Slanciata, Stentata, Recisa).
Slancio del cuore, passione
E' lo slancio del cuore, la passione, una passione profonda che alimentava Padre Pio come se fosse stata una febbre e che si faceva sentire come tante piccole punture addosso, la principale caratteristica emersa dall'indagine grafologica (Largo tra lettere superiore a 5/10, Slanciata, Pendente, Estesa, in Calibro Piccolo). Ed è forse questa che dovrebbe essere ricordata di più, che dovrebbe essere più visibile agli occhi di fedeli, devoti o di chi si ponga in un'ottica di osservazione.
Cionondimeno bisogna dire che la passione, quando è slancio dinamico ed autentico, contiene in sè una certa impulsività, espressione della sua autenticità (Slanciata, Intozzata II, Scattante, Largo tra lettere).
E' verò che in Padre Pio sussisteva anche una grande capacità di controllo, di raffreddamento e razionalità che poteva controbilanciare la passione (Largo tra parole, Calibro piccolo, Staccata, Titubante, Contorta), ma è pur vero che la passione, quando c'è, non rende insensibili. La passione aumenta l'intensità di certe manifestazioni e, in questo caso, determina uno slancio, un protendersi verso l'altro, superando tutte le paure (Largo tra Lettere, Scattante, Pendente).
Chi di noi, quando ha passione per qualcosa, anche se questa sia temperata dalla ragione, non diventa particolarmente sensibile su punti collegati con quella passione? Chi di noi in qualche comportamento non si espone di più, proprio perchè ha passione?
Sicuramente chi ha passione fa e fa molto, non si preserva, ed il suo fare avrà intensità (attività che si manifesta per lo slancio in avanti manifestato da Largo tra lett. sup. a 5/10, Slanciata, Scattante). Questa stessa intensità può essere scambiata come "angolosità" quando è orientata contro qualcuno piuttosto che a suo favore.
Se alla serietà, di cui al punto precedente, uniamo lo slancio della passione possiamo capire che quando qualcosa sollecitava questi aspetti ci poteva essere una risposta netta e più accesa. Se teniamo presente che questa risposta veniva da un orientamento introversivo, che non lasciava immediatamente trasparire quello che provava dentro, ecco che dovremmo aggiungere anche un "effetto sorpresa" nell'interlocutore, quando questa risposta si manifestava, potendo così apparire più intensa di quello che, più oggettivamente, era.
Sofferenza, impulsività
La scrittura lascia ben emergere anche il senso della sofferenza, una sofferenza che è nata con lui, che lo ha accompagnato fin dai primi momenti di vita (Stentata in Calibro piccolo, Tensione generale del tratto, Contorta).
Sofferenza era il senso del contrasto, che ha patito di più in certi momenti, il controllo che imponeva a sè stesso, era l'energia psicofisica che veniva meno in tanti momenti. Era la sensazione di avere un compito molto grande e di sentirsene schiacciato (Allunghi superiori e tensione verso destra del tratto con Calibro piccolo e Titubante). Sofferenza, in un certo senso, era anche il suo essere preso dalla voglia di dare che lo incalzava senza tregua, dandogli ansia (Slanciata, Pendente, Largo tra lettere, Staccata).
Sofferenza era il senso di angustia più interiore, che lo portava ad essere stretto ed essenziale sulle proprie esigenze (Stretto di lettere ed essenzialità della forma delle lettere, in Calibro piccolo con Largo tra lettere sup. a 5/10) e gli comportava uno stato di tensione psicofisica notevole.
A questo potete aggiungere le sofferenze fisiche più note a tutti.
Una domanda: quando noi patiamo un dolore, per esempio un mal di denti, quanto siamo "fisiologicamente" meno pronti a tollerare certe situazioni?
La sofferenza di per sè abbassa la soglia della nostra reattività e ci rende meno inclini all'adattamento, più pronti alla risposta di intolleranza, che apparirà agli altri angolosa.
Più sopra ho elencato le forme di sofferenza che la scrittura di Padre Pio manifesta e questo ci fa capire il carico che doveva sopportare e, quindi, come questo possa a volte averlo condizionato in una risposta "più pronta" data a qualcuno.
Capacità di capire e di intuire chi si ha davanti
La capacità di intuire l'animo umano, dote posseduta con tanta finezza da Padre Pio, porta a vedere cose che altri non notano e a dare risposte più consone al tipo di personalità che si ha davanti (Sinuosa, Largo tra Lettere superiore 5/10, Slanciata, Scattante e Filiforme).
Alcuni potevano non condividere gli atteggiamenti di Padre Pio, perchè semplicemente non dotati delle stesse capacità di intuizione.
Modi semplici
La semplicità, la schiettezza di modi portano ad essere diretti (Slanciata, Scattante, semplicità delle forme letterari), senza tergiversare o essere complimentosi, ma a volte possono essere interpretate come modalità d'assalto, perchè troppo dirette e brusche.
Non solo durezza
Ma la scrittura lascia la traccia non solo del senso della sofferenza o della serietà del carattere, ma anche della passione e dello slancio del cuore, propri di una natura pìù spontanea di essere. E' qui, in questo ambito, che possiamo ritrovare anche la dolcezza di tanti momenti, intensamente ed interiormente sentiti, una capacità creativa che sapeva manifestarsi anche nel linguaggio ed in una maniera anche distaccata di essere, guardarsi, verificarsi e relativizzarsi (Calibro Piccolo, Largo tra lett. sup. a 5/10, Contorta, Disuguaglianze metodiche delle tre specie).
La personalità è fatta di coesistenza di aspetti diversi e dove a volte l'uno non esclude anche l'altro: sarebbe sbagliato trarre indicazioni totalizzanti guardando solo un aspetto dell'essere.
Conclusioni
L'essere burberi, in conclusione, può dipendere da tanti fattori interni e circostanze esterne, anche quando rappresenta una espressione "caratteriale" di un soggetto: in questa esposizione abbiamo cercato di capire se rispondesse al vero e da quali fattori potesse essere condizionata.
Una certa durezza, sostenutezza, ruvidità di modi da quali situazioni intrinseche dipendevano e fino a che punto potevano essere controllate?
Non si tratta di un essere burberi per scelta e, peggio ancora, come manifestazione di ostilità, distacco, vera chiusura oblativa dell'Io.
C'erano condizionamenti, nel senso dell'introversione, della serietà del carattere o la stessa sofferenza, c'erano cause che potevano favorire delle "esplosioni" (una certa impulsività), ma al di là di questo possiamo dire che l'aspetto primario di questa scrittura è lo slancio del cuore, la passione che controbilanciava e levigava i momenti di rigidità ed impulsività, che potevano pure presentare una certa ruvidità.
Se volete comunicare con il grafologo potete scrivere direttamente a:
Nicola Lamacchia
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