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Ho sempre stimato Salgari e ho anche nei suoi confronti un dovere di gratitudine: ha esaltato la mia infanzia facendomi scoprire l'avventura, il fascino di un mondo al di là della frontiera., l’amore per terre lontane ma più che altro la passione per la lettura.
Per questo motivo, trovando in una biografia di Emilio Salgari anche alcuni suoi scritti, (Silvino Gonzato, Emilio Salgari, Neri Pozza Editore, Vicenza, 1995)
non ho potuto trattenermi dal delineare la sua personalità, consapevole in ogni caso di lavorare su riproduzioni e sforzandomi di non tenere conto di quanto sapevo della sua vita segnata dalla tragedia che trovò nel suicidio la sua devastante conclusione.

Aspetti cognitivi
Emilio Salgari è sicuramente una persona creativa, ricca di immaginazione, curiosa, che s'interessa, indaga. Una curiosità che lo spinge a fissarsi su temi specifici prestando molta attenzione e concentrandosi intensamente su ciò che l'interessa o cattura la sua immaginazione.
Il suo pensiero più che seguire un percorso logico e sequenziale, si basa su libere associazioni, su percezioni, sull'immaginazione. Proprio la tendenza a seguire l'estemporaneità delle idee piuttosto che programmi ben definiti è uno dei punti forza del suo modo di scrivere, fatto più di tanti quadri ricchi di azione che da un intreccio vero e propri, e basato su uno stile approssimativo, scarno, spesso raffazzonato e sgrammaticato.
Pur avendo buone capacità riflessive è portato a valutazioni emotive e tende a giudicare in relazione alle proprie impressioni caricando di elementi soggettivi la visione delle cose. Il rischio è che le emozioni appannino la logica, la capacità di arrivare a decisioni razionali più lucide. Non a caso sotto tono appaiono le capacità organizzative.
Va infine sottolineato che, sebbene attratto dalle novità e disponibile nei confronti delle proposte altrui, si entusiasma e si indigna con facilità ed è portato a contrastare e criticare quello che non corrisponde ai suoi punti di vista, spesso con arguzia e ironia. Non gli manca, infatti, la sottigliezza mentale e l'abilità nel contraddire
Sebbene interiormente sia instabile riesce ad assicurarsi una buona continuità operativa soprattutto per quegli impegni che richiamano la sua attenzione, animato in questo anche dal desiderio di affermazione. D'altronde non poteva che essere così visto l’operosità di un narratore che fece della scrittura la sua essenziale quanto unica risorsa esistenziale ed umana
La sua comunicativa è ricca di calore emotivo, di vivacità espressiva e descrittiva, con spunti ironici e pungenti, ma è portato a trascurare la forma, a dire cose senza inquadrarle e organizzarle convenientemente, risultando spesso poco chiaro e lineare.
Se è vero che l'immaginazione creativa si svolge in modo conforme ai nostri desideri, sentimenti, interessi, tendenze, possiamo azzardare che l'attività fantastica di Salgari non è solo una tecnica narrativa ma una via di liberazione alla forte inquietudine interiore.
Aspetti comportamentali
Il comportamento in generale può apparire un po' bizzarro per l'instabilità dell'umore, i modi non proprio diplomatici, il carattere acceso spesso difficile da controllare. Salgari, infatti, è vivace, sensibile, originale, ma anche irritabile, spesso scontroso e puntiglioso.
Di natura estremamente affettiva può apparire, ad un primo approccio, amichevole, cordiale e attento ai bisogni degli altri, ma a ben guardare non vi è una vera e propria partecipazione perché all'interesse per l'altro oppone la ricerca di considerazione, il bisogno di non passare inosservato.
Non può sfuggire, infatti, un'ampiezza di aspirazioni, il desiderio di affermarsi, l'esigenza in qualche modo di distinguersi, di ottenere appoggio e affetto.
Si può ipotizzare che il nervosismo e l'irrequietezza abbiano una duplice origine: in parte di natura temperamentale e in parte al senso di irritazione e frustrazione causati dal timore di non ottenere il riconoscimento desiderato o dal vedere vanificati i tentativi per compiere qualcosa di importante.
Tale sensazione di scarsa valorizzazione induce uno stato di scontento, avvilimento e insoddisfazione che egli riversa sugli altri dai quali chiede comprensione e forse compassione
Ciò ci fa pensare a un "mugugnatore " che non riuscendo a sfogare il malcontento profondo e l'istinto di rivalsa con facilità fa del vittimismo e forse per questo trasforma la sua aggressività (desiderata) in una aggressività sognata che si scarica nei romanzi.
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