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| Big Five Questionnaire e grafologia: i risultati di una ricerca | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| di: GRG, gruppo ricerche grafologiche | ||||||||||||||||||||||||||||||||||||
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Questo articolo riferisce di una ricerca effettuata in una scuola media con lo scopo di verificare per mezzo di un campione di alunni di terza media, l'esistenza di eventuali correlazioni tra le valutazioni dei tratti psicologici conseguiti tramite il test BFQ e l'esame della grafia di detto campione condotto indipendentemente da alcuni grafologi con riguardo agli stessi tratti psicologici.
Pertanto, l'obiettivo prefissato non è stato quello di verificare la validità, i vantaggi e/o i limiti della grafologia, ma indagare la presenza di concordanze o meno rispetto ad un tipo di autovalutazione fatta dai preadolescenti ed il giudizio del grafologo. Finalità della ricerca L'iniziativa d'avviare una ricerca tra i risultati di un inventario di personalità e quelli offerti dalla grafologia è stata motivata dall'esigenza e dal desiderio di stabilire un confronto tra questi due diversi modi di approccio alle caratteristiche individuali della personalità. La scelta dell'inventario è caduta sul test psicologico BFQ (Big Five Questionnaire), perché messo a punto e testato in Italia. Lo spirito con cui è stata avviata la ricerca è stato quello della massima disponibilità ed apertura ad ogni soluzione, consapevoli della differenza fra grafologia ed inventari di personalità. Infatti, mentre la prima ci offre la possibilità di cogliere la reale situazione del momento presente, sia a livello intellettivo che comportamentale, nonché le potenzialità dell'individuo, l'inventario invece, per sua struttura, rileva maggiormente le aspirazioni dell'individuo. Naturalmente l'analisi grafologica che è stata condotta in questo studio si è strutturata in sintonia con il detto inventario e quindi è partita dalla rilevazione di quei segni e sindromi grafologiche che sono in grado di descrivere le categorie psicologiche ivi indagate. BFQ - Big Five Questionnaire Il Modello dei Big Five o Cinque Grandi Fattori è un test italiano(Caparra et.al.1993) che, attraverso un questionario composto da 132 affermazioni, individua cinque dimensioni fondamentali per la descrizione e la valutazione della personalità. I cinque grandi fattori della personalità proposti da questo modello sono: L'Energia, che fa riferimento ad un atteggiamento vivace, attivo, fiducioso nei confronti delle circostanze della vita; l'Amicalità, che include caratteristiche come la generosità, l'altruismo, la comprensione; la Stabilità emotiva, che comprende una varietà di caratteristiche collegate all'ansietà e alla presenza di problemi di tipo emotivo; e infine l'Apertura mentale, ossia l'apertura verso nuove idee, verso i valori degli altri, verso i propri sentimenti. Per ognuno dei Big Five sono state individuate due sottodimensioni, ciascuna delle quali fa riferimento ad aspetti diversi della medesima dimensione: dinamismo -dominanza; cooperatività - cordialità; scrupolosità - perseveranza; controllo dell'emozione - controllo degli impulsi; apertura alla cultura e apertura alle esperienze. In questo modo le dimensioni principali restano cinque, ma il profilo che si ottiene della personalità si declina su dieci sottodimensioni così da consentire di cogliere le diverse sfaccettature di ciascun fattore e, interpretandole non isolatamente ma l'una rispetto alle altre, di ampliare notevolmente il repertorio delle caratteristiche esaminate. Questo modello comprende inoltre 12 item che consentono di fornire una misura della tendenza più o meno intenzionale del soggetto a dare un immagine di se falsatamente positiva o negativa. (Gian Vittorio Caprara (1995), Big Five, Psicologia contemporanea, 131,pag. 50-57) Materiali e metodi Come detto da altra parte, scopo della ricerca è stato quello di verificare se le descrizioni e relative auto-valutazioni di un campione di preadolescenti si correlassero o meno, ed in che senso, con le valutazioni indipendenti di alcuni grafologi relative alle grafie dei soggetti formante il campione. Non potendo correlare direttamente i punteggi relativi all'inventario ottenuti dai soggetti, con i giudizi dei grafologi, giudizi di norma prevalentemente qualitativi, si è fatto ricorso alla valutazione del "coefficiente a ranghi di Spearman". Questo è un test non-parametrico che misura il grado di significatività di una correlazione tra due variabili ordinate in ranghi (cioè: primo, secondo, terzo, quarto, ecc.) Il confronto tra le due posizioni occupate da un soggetto nelle due graduatorie è la base della successiva elaborazione; è intuibile che due graduatorie uguali porteranno ad una correlazione r = 1 mentre un coefficiente r = 0 ci informerà che le due graduatorie hanno forti differenziazioni e quindi non esiste correlazione. Un eventuale correlazione negativa indicherà che le due graduatorie hanno praticamente i ranghi invertiti. Conduzione della ricerca La ricerca ha interessato quattro 3^ classi di Scuola Media per un totale di 75 soggetti così distribuiti:
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Per prima cosa i soggetti hanno risposto alle domande del BFQ.
Al termine è stata eseguita la prova grafica che verteva sullo scrivere un breve tema con argomento a piacere; pertanto ai soggetti è stato fornito un normale foglio a righe per la compilazione della brutta copia, inoltre è stato fornito un piccolo blocco composto da due fogli bianchi extra-strong al cui interno era collocato un foglio di carta carbone che è stato utilizzato per la bella copia (la carta carbone è servita per apprezzare in modo migliore i segni grafologici inerenti la pressione). Elaborazione dei dati BFQ Per sicurezza di elaborazione dei dati del BFQ si è creato un foglio di lavoro su LOTUS 123 che ha permesso una valutazione dei vari punteggi e la creazione di opportuni istogrammi per migliorare la comprensibilità e visibilità dei risultati. Valutazione grafologica
I saggi grafici sono stati studiati da almeno due grafologi che in base ad alcune sindromi grafologiche e dal contesto in generale hanno valutato, con punteggi tra 0 e 75, le grafie con riguardo alle singole cinque aree del BFQ:
Esemplificazioni Fra tutte le scritture degli allievi ne abbiamo selezionata una, di cui presentiamo un breve stralcio, a titolo di esemplificazione e nell' intento di mostrare in concreto l'accostamento tra test psicologico e la risultante dell'analisi grafologica delle scritture. Le graduazioni state formate dando il posto 1 al valore più basso, viceversa il migliore è stato collocato al posto 75. Grafia di Marzia |
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Marzia si è sottovalutata in modo evidente nella Coscienziosità collocandosi al 3° posto. I grafologi l'hanno collocata al 64°. |
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Collocazione
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Punteggi risultati dal questionario BFQ
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Affermazioni significative al fattore: Coscienziosità
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Scrupolosità
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Perseveranza Le affermazioni 75 e 96 indicano chiaramente la conflittualità della ragazza che in esse afferma il contrario alle altre risposte date. Non si può fare a meno di notare il ritmo composto e rallentato, l'eccesso di accuratezza, lo sforzo di chiarezza, associate ad un forte Rovesciata e Piantata sul rigo. La ragazza è cauta, diffidente, orgogliosa. Ha una grossa necessità di distinzione, di sentirsi apprezzata, si impegna perché fortemente volitiva, determinata, tenace. Ma chi è fortemente coscienzioso ha paura di non esserlo mai abbastanza Risultati e considerazioni conclusive
E' difficile trarre le conclusioni di una ricerca specialmente quando i risultati sono complessivamente non univoci.
L'elaborazione dei dati dell'inventario ha evidenziato una maggiore maturità da parte delle femmine, infatti leggendo i dati risultanti dalla scala L (Lie) si può osservare che solo 27 soggetti si sono collocati nella fascia tra 45 e 55 punti ritenuta nella norma |
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15 soggetti si sono collocati nella fascia da 55 punti in su (ovvero si sono sopravvalutati in qualche aspetto).
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28 soggetti si sono collocati nella fascia da 45 punti in giù (ovvero si sono sottovalutati in qualche aspetto).
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inoltre 4 femmine si sono collocate al di sotto dei 35
punti (ovvero forte tendenza a svalutarsi in diversi aspetti); 1 maschio si
è collocato al di sopra dei 65 punti (ovvero forte tendenza a sopravalutarsi
in diversi aspetti).
Tra coloro che si sono sottovalutati 5 soggetti hanno conseguito punteggi in alcune aree tali da non poter essere classificati
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I risultati raggiunti mostrano che in quattro aree esiste una debole correlazione positiva, mentre per la Stabilità emotiva la correlazione, sempre debole, è negativa. Tuttavia i risultati debbono essere ritenuti interessanti data la particolarità dello strumento statistico utilizzato, molto sensibile alle forti differenze di rango. Per esempio prendiamo le due graduatorie di fig.1, graduatorie a dieci posizioni con 8 ranghi identici, ma la prima ed ultima posizione invertita.
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Il calcolo della correlazione porta ad un rho=0.27 inferiore al valore minimo aspettato di rho= 564; pertanto la correlazione non può dirsi significativa. Da notare che agli occhi di un profano, invece, le due graduatorie sembrano molto simili. Pertanto le correlazioni trovate debbono essere giudicate interessanti, nel senso che il giudizio dei grafologi e le autovalutazioni sono in massima parte in sintonia (tenendo conto che i casi di forte discordanza non hanno portato all'annullamento della correlazione).
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Restano invece da analizzare le correlazioni ottenute nell'area dell'Energia e della Stabilità emotiva. Per quanto attiene la correlazione relativa all'area dell'Energia si può ritenere che un buon numero di ragazzi confondano certo loro attivismo per energia; mentre per la Stabilità emotiva il segno negativo potrebbe giustificarsi con il fatto che molti ragazzi non saprebbero riconoscere e quindi giudicare correttamente i loro stati d'animo, da qui il segno negativo della relazione Si prenda ad esempio il caso di Fabio che rispondendo alle domande relative al fattore Coscienziosità ottiene un punteggio di 60 tale da ritenere altamente improbabile una casualità delle risposte e quindi del punteggio raggiunto. In effetti le varie risposte si validano vicendevolmente e questo non può essere solo dovuto al caso. D'altra parte il giudizio del grafologo su questa dimensione, con riguardo anche alle sub dimensioni e agli aggettivi prototipi del BFQ, non può assolutamente concordare con l'autovalutazione del soggetto Il BFQ alla luce delle risposte giudica il soggetto: "probabilmente fornisce una qualche falsificazione" mentre la grafologia giudica il soggetto "fortemente carente nella dimensione in esame". Grafia di Fabio
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La ricerca ha messo in evidenza la difficoltà che esiste nel confrontare due strumenti d'indagine così dissimili, ma ciò non dovrebbe bloccare questo tipo di ricerche per le utili riflessioni a cui obbliga i ricercatori.
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