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di Loredana Moretti
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Quando qualcuno padroneggia qualcosa, questa ne diventa una sua parte, parte del suo pensiero e del suo processo creativo. Aggiunge la qualità della sua essenza a tutti i pensieri successivi.
Nella società attuale siamo costantemente bombardati da una massa continua ed indiscriminata d'informazioni di vario tipo il più delle volte subite passivamente, ne consegue che il livello di conoscenza appare superficiale.
Viene inevitabile porci la domanda: l'informazione resterà tale o si trasformerà in formazione? Qual è la differenza? Ovviamente la quantità e la qualità delle informazioni, che potremo definire di massa, in quanto tale è la loro provenienza , passando velocemente davanti agli occhi, instaurano un atteggiamento di superficialità in quanto, il numero e la velocità dei messaggi, non consentono di approfondire ed assimilare. Si assume così un atteggiamento passivo con una conseguente struttura mentale poco critica.
Non si può certo dire che un individuo informato in questo modo sia "formato" ed in possesso di capacità critiche e rielaborative.
Come potrà avvenire il passaggio dall'informazione alla formazione?
Ecco che entrano in gioco le forme di apprendimento attivo e consapevole che permetteranno l'attuarsi di tale processo.
Il sapere perché possa essere veramente tale, deve essere inserito in un complesso organico, infatti il comprendere aspetto importante dell'apprendere richiede capacità critica ed un atteggiamento attivo nell'accogliere e recepire i dati forniti.
Quindi informazione formativa come elemento stimolante all'interno delle potenzialità del soggetto e nel contempo elemento atto ad attivarne le strutture psichiche perché impari a pensare in modo da evitare ricezioni passive
Che le attività grafiche siano connesse a processi percettivi, intellettivi, emotivi e sociali propri delle varie fasi di sviluppo e che rivelino alcune caratteristiche dell'intelligenza e del carattere sono ormai concetti universalmente condivisi. La scrittura soprattutto in quanto comportamento non può che essere strumento valido per evidenziare il percorso cognitivo- affettivo del soggetto. Si attua in tal modo la presa di coscienza delle proprie potenzialità da usarsi proficuamente per poter essere parte attiva nell'arte dell'apprendere.
Avremo quindi molteplici riscontri grafologici atti ad illustrare tale percorso.
Presupposto primo per apprendere è il comprendere ciò che si deve fare proprio, quindi apertura mentale (espressione di questa capacità è il segno morettiano Largo di Lettere), tenendo presente che per apertura s'intende anche apertura al nuovo che esula da ogni schematismo non disgiunta da curiosità, e dal chiedersi il perché delle cose, il ragionare (Largo tra Parole).
Entra in gioco anche il processo mnemonico nel fissare ciò che si è compreso (segni: Parca, Chiara) mentre la distrazione ed i segni che ad essa si accompagnano sono deleteri per la memoria (come il Disordinata), e la prontezza e l'intuito (Disuguale Metodico) non possono che aiutare tale processo.
L'attenzione riveste un ruolo importante purché non si perda per esmpio nell'impazienza ed ecco i valori positivi dati dai segni Fluida, Minuta ecc. e l'associazione: attività mentale importante anche per la memoria ritrova il segno principe in Attaccata.
L'aspetto affettivo motivazionale è dato dall'importanza che ha, per il soggetto, ciò che apprende (Largo tra Lettere e Sinuosa), apparentemente percorso semplice, che in molti casi si rivela accidentato quando subentrano elementi psichici, fisici, emozionali, ambientali che possono alterare questo equilibrio. Anche in queste circostanze lo strumento grafologico risulta valido ed efficace per evidenziare eventuali anomalie di percorso prima che si cristallizzino in comportamenti.
Sciogliendo in tal modo le tensioni interiori il soggetto potrà valorizzare le sue potenzialità orientandosi verso un'espressione gratificante di sé stesso e della propria personalità.
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Esempi:
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Fig.1 - Apprendimento caratterizzato da un certo schematismo
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Fig.2 - Apprendimento non facile per chiusura e prevenzione
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Fig.3 - Apprendimento caratterizzato da cautela e controllo
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