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Da un articolo del quotidiano LEGGO di Roma
Mercoledì 5 Dicembre 2001

L’allarme di psicologi e grafologi: usiamo troppo i pc e così perdiamo un po' della nostra personalità

Il computer? Non vale la penna

di Gianpiero Scarpati

 

ROMA - Scriviamo sempre di meno e questo potrebbe influire negativamente sulla nostra personalità. L'allarme arriva da psicologi e grafologi sempre più preoccupati dall'abbandono della scrittura a mano. Nell'era dei computer, fax e telefonini il solo gesto di usare una penna rischia di diventare sempre più raro! eliminando così uno dei modi di esprimere il nostro modo di essere. "La scrittura a mano - dice Maria Grazia Calcagno, ex presidente dell' Agif (asso- ciazione di grafologia) di Roma - esprime la nostra personalità e lo stato d'animo del momento in cui lo facciamo, e il fatto che scriviamo sempre di meno rappresenta, dal punto di vista psicologico, una sorta di repressione".

Ovviamente gli esperti del settore non "maledicono" le nuove tecniche che stanno soppiantando la scrittura a mano e sostengono che anche nella scrittura al computer si può trasferire una parte della nostra personalità. "

In fondo anche l’informatica – sottolinea il professor Pacifico Cristofanelli, docente di grafologia all’Università di Urbino e alla Lumsa di Roma - non abbandona la scrittura e poi tra le ultime innovazioni nell’informatica c’è anche l’uso di penne che scrivono su tavolette grafiche".

Ma secondo gli esperti l’uso della scrittura a mano sopravviverà sempre nella sfera privata. "Penso che non scomparirà mai – dice Maria Grazia Calcagno – il piacere di ricevere una lettera scritta a mano. La scrittura in questo caso riesce a creare un contatto più autentico. E poi sfido chiunque a scrivere al computer una lettera d’amore. E poi anche tutti gli altri documenti che scriviamo al computer spesso hanno bisogno di una firma per dare loro un’autenticità".

Quando vogliamo essere "più veri" quindi, usiamo la penna come fanno tutti i ragazzi che scrivono diari personali. Stanno cambiando i modi di esprimerci e per esempio i telefonini ci fanno usare sempre di più la voce. "La nostra epoca – aggiunge Calcagno – ci chiede sempre più velocità e ci fa preferire il contenuto alla forma, ma c’è sempre un grande bisogno di esprimersi attraverso la scrittura".