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Analisi
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Single per libertà o necessità

di Paolo Brondi

L’esistenza del "single" diventa spesso problema e domanda, coscienza che si interroga, ripercorrendo la trama del suo essere nel mondo, sospesa tra l’infanzia e la giovinezza e distante da quell’universo di meraviglie cui aderiva bambina, come dal potere della fredda parola del mondo adulto.
La dimensione adolescenziale che così viene riguadagnata orienta la scelta del silenzio, rispetto alle parole parlate, per dar voce alla lingua dell’immaginazione, della fantasia, della creatività e tornare a nutrire il sentimento di stupore dell’esistere, cui segue la meraviglia, la ricerca del "novum", in un cammino aperto e fecondo di esperienze vive e gratificanti. Ma la via della ricerca passa attraverso i sentieri del tempo che non raramente frappongono ostacoli , specie se percorsi gravati da pesi e impedimenti, e inesperti di trascendenza, dell’eros che fugge la povertà e va alla conquista di orizzonti sempre più ampi e luminosi.

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Sono numerosi coloro che si lasciano travolgere dal tempo che passa, necessitati dalla quotidianità, spersonalizzata nell’anonimo "si fa", "si dice", "si programma", o nella paradossale sicurezza della logorante routine della vita di ogni giorno. Nasce allora quel senso di "mancanza" che , in chi non si sente libero, si traduce in mistero, problema che soverchia i propri dati, non è risolvibile e, non raramente, espone a sottili tormenti e vertigini che, talvolta, trovano la voce del "grido", quale perfettamente esemplificato dal dipinto di Edward Munch(1863-1944).



In chi, al contrario, è libero, anche ciò che non è, che manca, è garanzia di trascendere il dato, la situazione di fatto, e condizione di quel reale squilibrio che genera movimento e ritmicità.


Nell’uno e nell’altro caso si tratta di operare una scelta.


Ma altro è avviarsi a costruire il proprio destino traendosi a fatica dal buio delle incertezze, dei dilemmi, delle esitazioni, della solitudine, scorgendo lontano un piccolo raggio di sole;



altro è mettersi in marcia in un’alba radiosa di luce, colmando i vuoti della propria esperienza, nella reale comunicazione con il mondo, e le persone, ed una persona.



Nel primo caso, in un contesto di luce poco chiarente, urge l’adattarsi al mondo, il formarsi su certe esperienze, certi ideali, certe ideologie. La motivazione ad agire di continuo è frenata da ruminazioni, preoccupazioni, distrazioni, paure.


Nel caso opposto , sciolte le ombre e resa sicura la via, più facile è l’appropriarsi del mondo, il diventare se stessi, l’essere con gli altri, insieme agli altri: il decidersi, aprendosi alla consolante esperienza della communicatio amicitiae e della communio amoris. La meta è raggiunta per integrazione feconda di bisogni, valori, emozioni, credenze.


Sulla base di tali presupposti, e con particolare riferimento ai concetti di libertà e di necessità, si sono condotte indagini psicografologiche che hanno avuto ad oggetto le scritture di n.35 persone, tutte in posizione di "single", di età compresa fra i 38 e i 50 anni, e con medesima posizione culturale (tutti laureati) e professionale (tutti professionisti).


Le caratteristiche grafiche esaminate riguardano il rapporto "forma- movimento", e, in particolare, le "forme di struttura" e le "forme di movimento".


I dati dell'indagine sono così sintetizzabili:

N.Campioni grafici Forme di struttura Forme di movimento
175 77,20% 22,80%
M.=15 M.=5
F.=12 F.=3



Come deducibile dalle percentuali, nella maggior parte dei "single" esaminati si riscontra la prevalente predominanza della forma sul movimento , interpretabile come accettazione rigida delle regole, conformismo, convenzionalità, e come possibile risposta a conflittualità, magari profonde, ma sempre contenute e controllate.

Grafia maschile: anni 37

 

Grafia femminile : anni 35

La forma grafica, conseguente ad un modello di espressione grafica, dovuto ad un processo di accumulazione variabilmente causato, può assumere i tratti della variabilità, o quelli della stabilità, con tutti i gradi intermedi previsti, per farsi quindi forma ritmica, spazio- temporale, complessa o semplice.
La forma ritmica complessa (rapida, armoniosa, pendente, semplificata..) è sicuramente espressiva dei contenuti psichici, mentre quella più semplice (calligrafica, diritta o rovesciata, lenta..), assume un valore rappresentativo, e corrisponde al bisogno, o alla necessità, di mantenere la "maschera", al riparo da esperienze non note o da misteri incombenti.
Nei campioni grafici da noi esaminati prevale la forma ritmica semplice e anche l’accentuazione di manierismi, o tratti accidentali, che intensificano la prevalenza della forma ed il rispettivo valore impressionistico.

 

 

Il tratto accidentale che si ripete con monotonia, in questa grafia di "single", a.36, è il "taglio- t", vergato con movimento verso destra e ascendente, che sembra liberarsi dal ripiegamento di base, volto a sinistra, e che simboleggia il conflitto fra solitudine e alterità, fra l’essere–con e l’essere-per, esprimendo, nella forma così costruita, il desiderio di un dono presagito di voci non dette, non ascoltate, e, soprattutto, di quella inquietudine, della sollecitudine, che rompe i vincoli delle necessità e dispone alla continua apertura al cambiamento, alla trascendenza, alla libertà.