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I suggerimenti per un grafologo di Raimondo Astillero

di Michela Raschiani

Padre Moretti sotto lo pseudonimo di Umberto Koch diede alle stampe il Trattato scientifico di grafologia nel 1920 (1) . Nello stesso anno Raimondo Astillero, Direttore dell'Istituto Grafologico Italiano, pubblicò la sua Grafologia Scientifica (2) , ricca di 201 esempi di scrittura e autografi di personaggi storici. Riporta, tanto per citare alcuni nomi, la scrittura di Vittorio Alfieri, Ariosto, Tasso e Balzac, e le firme di Cesare Beccaria, Sarah Bernhard, Antonio Canova, Francesco Guicciardini e Lucrezia Borgia.

Questo autore ebbe un sicuro pubblico di lettori che ci è testimoniato da 2 edizioni del libro edite da Ulrico Hoepli, di cui l'ultima nel 1928.
Il fatto che Hoepli abbia inserito Astillero nei suoi manuali parla da sé riguardo la credibilità e l'assenso accordatigli. Egli si fa divulgatore in Italia dei padri della grafologia francese, ed in particolare di Crepieux Jamin.

Leggere le pagine del suo manuale di 286 pagine, significa rendersi conto della distanza con Fra' Gerolamo: Astillero non ha certamente l'acutezza di analisi e la precisione di Moretti, non dimostra di possedere la profonda conoscenza psicologica del Maestro e nemmeno un sistema di segni e significati articolato e complesso. La sua è però un'opera di indubbio pregio per una serie di motivi e per rendersene conto basta sfogliare l'indice. Il libro è suddiviso in 4 parti, mentre nella prima l'autore circoscrive l'argomento, la seconda e la terza sezione dell'opera sono più propriamente teoretiche e ci introducono nel sistema interpretativo di Astillero che individua, così come Crepieux Jamin, una serie di segni generali: "ossia quelli che concernono l'inclinazione, le larghezze, l'altezza, le regolarità, la rapidità, ecc, della scrittura" (3) . Ad essi il nostro aggiunge i sottogruppi (4) e le combinazioni segniche che chiama risultanti (5). Particolare importanza viene affidata all'armonia (6) della scrittura, in grado di rivelare il grado di intelligenza dello scrivente. Ma l'autore affronta anche angoli e curve, la direzione dei righi, l'inclinazione e la firma.

Nell'ultima parte del libro al lettore viene fornito un utile e pratico Prontuario Grafologico, un "piccolo repertorio di aspetti e tendenze del carattere a cui corrispondo segni generali della scrittura".(7)

L'opera rappresenta una lettura piacevole con la quale i cultori della materia possono confrontarsi; Astillero conserva molteplici momenti di verità e anche punti di tangenza con la grafologia morettiana, come quando stabilisce l'assunto fondamentale del suo pensiero: "Stabiliamo in primo luogo un principio: il valore di un segno non può essere mai assoluto, bensì relativo al complesso degli altri segni" (8).
Dato questo postulato ne consegue la individuazione di un metodo per la formulazione di una corretta e scientifica analisi grafologica, Astillero scrive:
" sarà bene che lo studioso…., accingendosi all'esame di una scrittura, in primo luogo accerti la armonia o disarmonia di essa, e poi passi a precisare i segni generali, seguendo la nostra classificazione in gruppi o sottogruppi, dando a quei segni il valore relativo che ognuno di essi ha rispetto al complesso della scrittura che si sta esaminando…". (9)

Il brano riportato qui sotto è estratto dal paragrafo "Consigli allo studioso", nel quale il Direttore dell'Istituto Grafologico Italiano elargisce alcuni buoni consigli evergreen per chi vuole esercitare lo studio della grafologia. Vale la pena di leggerli e magari metterli in pratica…
"….è esercizio sommamente utile quello di procurarsi parecchi scritti di persone che si conoscono perfettamente nel loro carattere e nelle loro tendenze: parenti o amici. Per ciascuno di essi lo studioso noterà su un foglio qualità e difetti noti del loro carattere: egoismo o altruismo, calma o agitazione, giustizia o ingiustizia, freddezza o sensibilità, il grado di intelligenza, di fantasia, ecc…Terminati questi appunti, lo studioso si sforzerà di trovare i segni corrispondenti ai diversi aspetti del carattere nella scrittura che avrà sott'occhio; così egli apprenderà il valore delle risultanti, si accorgerà che ogni qualità è chiaramente confermata dal complesso di alcuni segni generali e acquisterà nella grafologia quella fiducia che lo spronerà ad approfondirsi in tale scienza.

Per diventare buoni grafologi occorre pure qualche nozione di psicologia, che noi abbiamo cercato di dare nel nostro breve trattato, ed occorre sopratutto avere una larga conoscenza della vita e del cuore umano. Un giovane ancora ingenuo ed inesperto non potrà subito ricavare dalla grafologia tutti quegli insegnamenti che l'esperienza lo aiuterà in seguito ad approfondire. Ma certamente lo studio della grafologia è un'ottima guida per addentrarsi nell'esame del mistero delle nostre anime tumultuose e spesso difficilmente precisabili nelle loro contrastanti tendenze.
Il principiante farà bene dunque ad esaminare in primo luogo la sua propria scrittura e quella di parenti ed amici. In seguito, sicuro di ben conoscere il significato di tutti i segni generali, potrà passare all'esame di persone a lui sconosciute. Egli chiederà di avere, possibilmente, alcuni scritti d'anni diversi, di una stessa persona. Si rifiuterà di pronunciarsi su una lettera di poche parole, sull'indirizzo scritto su una busta, ecc. Domanderà di vedere anche la firma. Dovrà subito accertarsi che si tratta della scrittura ordinaria della persona sulla quale deve dare il responso; non cioè della scrittura convenzionale, artificiosa, che chi scrive usa in ufficio, preoccupato soprattutto di dar forma chiare o elegante al suo scritto. Questo genere di scritture poco possono rivelare all'esame del grafologo. Si preferisca sempre invece una lettera scritta di getto, una minuta anche. Se si ha presente la persona che desidera il responso, è bene fargli scrivere su carta non rigata e senza seguire la falsariga, è ciò per evitare ogni convenzionalità estetica nello scritto, e per discernere la vera direzione della scrittura, eccetera.
Naturalmente il grafologo dovrà ben guardarsi dal lasciarsi vincere, nel suo responso, da una impressione, che può nascere in lui da aspetti extragrafologici della scrittura. Vi sono taluni che pretendono di possedere un dono speciale di divinazione grafologica e danno responsi a caso, fidandosi su impressioni più o meno attendibili. Queste persone sono disgraziatamente i ciarlatani della grafologia, e sono molti più che non si creda, e sono quelli che gettano il ridicolo e il discredito sulla nostra giovane scienza. Il vero grafologo invece, che nei suoi responsi segue un metodo rigorosamente scientifico e non un impulso più o meno divinatorio, non dice che quanto gli è rivelato dal complesso dei segni generali e in caso di dubbio si astiene dal pronunciarsi"
. (10)


  1. Fonte: Catalogo Generale della Libreria Italiana. Indice per Materie 1900-1920. Primo Supplemento
  2. Astillero Raimondo. Grafologia Scientifica. Con 201 facsimili di tipi di scrittura e autografi di persone celebri. U. Hoepli, 1920. Seconda edizione riveduta e accresciuta. Milano, U. Hoepli, 1928. Nell'edizione del 1928 fornisce una definizione della grafologia: è "la scienza che rivela il carattere attraverso i segni della scrittura".
  3. Astillero Raimondo, Grafologia Scientifica, 1920, pg. 24
  4. Ad esempio nel gruppo della INTENSITA' sono compresi i sottogruppi: I° angolosa e arrotondata;2° vivace e molle;3° rapida e lenta; 4°leggera e pesante; 5°netta e grossa. Nel gruppo delle FORME Astillero individua: I° artificiale e naturale;2° calligrafica e tipografica;3° complicata e semplificata; 4°aggraziata e grossolana; 5°bizzarra e semplice; 6° diminuita e ingrossata: ecc..
  5. "La risultante è il prodotto di parecchi segni, ossia il significato psicologico generale che si può trarre dal complesso dei significati principali dei segni grafologicamente accertati" Astillero Raimondo, Grafologia Scientifica, 1920, pg. 75 "…Le scritture armoniche si distinguono per quattro aspetti: chiarezza e semplicità di tracciato, assenza di segni stravaganti e di grandi movimenti di penna" ivi, pg. 84.
  6. Alcuni esempi: "Affettuosità: inclinazione della scrittura, n m a forma di u. Più la scrittura sarà inclinata e maggiore sarà l'affettuosità. Diffidenza: piccolo tratto alla fine dei periodi; punto dopo la firma. Ambizione: scrittura ascendente, e specialmente firma ascendente. Questi segni saranno più affermativi quando i tagli della t saranno molto alti. Discrezione: la curva degli o, a, g …. Chiusa; anche un piccolo tratto alla fine dei periodi. Furberia: parole diminuite, la cui ultima lettera sarà illeggibile e si perderà in un tratto di penna finale". Astillero Raimondo. Grafologia Scientifica, 1920, pg. 20
  7. ivi, pg. 25
  8. ivi, pag.180-182.