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Scusate il ritardo...
  
di Clara Maffei

Scusate il ritardo...

Non e' tardi se non guardi che ora e'.


"Che tipo è, puntuale o ritardatario?": ecco una delle tante domande che mi sento rivolgere come grafologo.

Non stiamo parlando di coloro che rimandano ad oltranza gli impegni perché sono dei procrastinatori, ma di coloro che si presentano cronicamente in ritardo agli appuntamenti.

Ci sono in realtà diversi tipi di ritardatari. Ci sono i ritardatari che, attirati dalla necessità di agire e di fare, vogliono inanellare in una sola giornata una lunga serie di impegni.

Sempre occupato, affaccendato, il ritardatario che si giustifica per causa di scarso tempo a disposizione lo fa nella speranza che voi possiate riconoscere il suo valore e apprezzarlo per i suoi tanti impegni.

E' a questa categoria che appartengono, di solito, coloro che sembrano avere una scarsa tolleranza per la noia e la monotonia: proprio la sensazione di vuoto e di noia per la routine quotidiana e la conseguente necessità di comprimere tanto in ogni minuto può essere un valido motivo per ritardare.

Il secondo tipo di ritardatario non è alla ricerca di riempire ogni momento di attività, ma - più o meno consapevolmente - cerca di calamitare l'attenzione sulla propria persona

Una specie di sindrome da primadonna che assorbe su di sé l'interesse facendo il proprio ingresso a ricevimento iniziato. Ciò che lo caratterizza è un eccessivo bisogno di far sentire che esiste, che conta, che anche lui è importante.

Questo tipo di "fuori tempo" assomiglia a quello di chi è convinto che arrivare dopo l'orario stabilito sia un segno di potere e di prestigio. Questo ritardo non è solo una richiesta di attenzione, un bisogno di affermare se stessi, è anche una protesta, una sfida. Facendo aspettare qualcuno ci si rifiuta di riconoscerne l'autorità Non per nulla arrivare in anticipo per lui è un'onta, un segno di sottomissione e di inferiorità Ma non basta. Ci può essere anche una spiccata antipatia per le imposizioni. Ritardando è come se volesse rivendicare la propria autonomia

Al terzo tipo di ritardatari appartengono le persone caratterizzate un "ottimistico concetto del tempo".

Con questo termine la psicologa americana DeLonzor indica la tendenza a non dare nessuna importanza a quella percentuale di rischio che potrebbe lastricare la strada verso il prossimo appuntamento. In questo caso il ritardatario si programma basandosi sulla illusoria sicurezza che tutto "vada bene", che non capitino imprevisti, che non si trovino ostacoli e che le persone in attesa siano disponibili a perdonare.

Si dirà che tutto ciò ha ben poco a che vedere con luogo comune che vuole il ritardatario come un distratto, con la testa fra le nuvole, cui il tempo sfugge via come sabbia tra le dita. I risultati dei recenti studi vanno, infatti, in direzione opposta; nella categoria dei "banditi del tempo" rientrano, infatti, coloro hanno una forte capacità di concentrazione. Quando la loro mente è concentrata su qualcosa, si isolano dall'ambiente esterno e trascurano così gli stimoli esterni che segnalano il passare del tempo,

Quanto alle conseguenze che il "ritardo" può provocare le ricerche ci informano che il ritardatario conosce molto bene gli aspetti negativi del suo difetto Si rende conto benissimo del dispiacere, della collera e dell'esasperazione che provoca con il suo comportamento Sa che può portare a difficoltà nell'ambiente sociale, alla rottura delle relazioni con molti amici ed è in grado prevedere che gli procurerà altri dispiaceri.

Inoltre, per quasi tutti loro, farsi aspettare è doloroso, imbarazzante e crea forti sensi di colpa.

Ecco allora che anche lo anche lo stereotipo che lo vede inesorabilmente egoista, preoccupato essenzialmente della sua persona, indifferente verso chi si ritrova nell'ingrata posizione di essere arrivato puntuale sembrerebbe cadere.

Questo breve, e inevitabilmente incompleto, excursus nel campo della "sindrome del ritardo cronico", ha lo scopo di mettere in evidenza come sia impossibile per un grafologo rispondere a domande come quelle sulla puntualità di una persona.

Si potrebbe obiettare che in linea di massima le persone che si caratterizzano per metodicità, attenzione e precisione hanno una forte disciplina del tempo e rispetto per la puntualità mentre le persone che si contraddistinguono per il modo di vivere disorganizzato, hanno seri problemi a gestire il tempo, e sono tipicamente in ritardo agli appuntamenti.

In realtà anche l'inadeguatezza di questa distinzione è stata sottolineata da una serie di ricerche che mostrano come l'estrema variabilità intraindividuale, la cultura, lo stato emotivo, rende difficile in questo campo qualsiasi tipo di generalizzazione.

Curiosità:

Da un sondaggio SWG commissionato da "D" su un campione femminile di più di 100 donne tra i 18 e i 54 anni, emerge che agli appuntamenti lei:

è sempre puntuale 46%;
alle volte è in anticipo alle volte in ritardo 25% ;
è sempre in anticipo 17% ;
è sempre in ritardo 12% ;
non sa/non risponde 0%

Per quale motivo è sempre in ritardo:

perché non sa calcolare bene i tempi 42% ;
perché le capita sempre qualche contrattempo 24% ;
perché è distratta 14% ;
perché non le piace aspettare 10% ;
perché le piace farsi aspettare 7% ;
altro 3% ;
non sa/non risponde 0%



Un esempio:


Fabio come causa della sua totale mancanza di puntualità cita al primo posto la distrazione e al secondo l'incapacità di organizzarsi in tempo


Riferimenti bibliografici

DELONZOR DIANA (2003) Never Be Late Again, San Francisco, Madison Publishing

LIEBERMAN DAVID J. (1999) Lo psicanalista portatile, TEA Pratica - n. 101

VALSECCHI MARIA CRISTINA (2001) Il timer nella ment, Newton, giugno