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DISTURBO DEFICITARIO DELL’ATTENZIONE /IPERATTIVITA’
di Janine Castex
Il termine "disturbo deficitario dell’attenzione/iperattività" evidenzia un disturbo del comportamento, dovuto ad una perturbazione del trattamento dell’informazione da parte del cervello dove si presenta un problema neurologico e biochimico. Il fenomeno non è ancora ben conosciuto ma gli specialisti sembrano unanimi nel concludere che si tratterebbe di una disfunzione nella trasmissione delle informazioni al livello dei neurotrasmettitori , principalmente della dopamina e della serotonina più precisamente localizzata nei lobi frontali, la ghianda basale ed il corpo calloso. In ogni caso si tratta dunque di una vera e propria malattia e cercheremo di delineare meglio le sue componenti.
Come si manifesta ? Questo disturbo è poco visibile alla nascita del bambino ma si fa più evidente con l’età. L’iperattività è spesso sospettata quando il comportamento del bambino diventa socialmente perturbatore, soprattutto all’inizio della scolarizzazione. Il bambino è molto disattento e impulsivo, e sembra che il nocciolo di questa sindrome sia la disattenzione e la mancanza di concentrazione. Non sempre si aggiunge una iperattività fisica disordinata - sembra un uragano - con una energia che sembra inesauribile ma non ordinata. Il bambino non è capriccioso nel senso vero della parola, ma semplicemente non controlla il suo comportamento e subisce la sua impazienza e la sua disorganizzazione. Purtroppo questo disturbo è duraturo. E’ questa caratteristica che distingue il bambino iperattivo dal bambino focoso; infatti il bambino turbolento conosce dei periodi calmi e risponde alla disciplina imposta dalla famiglia e dalla scuola. Il bambino iperattivo non manca di buona volontà, ma la continua disattenzione gli crea delle difficoltà di apprendimento, benché queste NON DIPENDANO DA UNA DEFICIENZA INTELLETTUALE.
E’ frequente che questo disturbo cerebrale di attenzione sia associato ad altre perturbazioni come, ad esempio, dell’umore. I bambini iperattivi sono spesso colpiti da depressione e da ansia, senza che si possa affermare oggi che esista un legame da causa ad effetto.
Da notare che se i sintomi di iperattività/impulsività diminuiscono con l’età, quelli riguardanti la disattenzione e la mancanza di concentrazione rimangono tali e quali. Anche i sintomi "associati" come l’ansia possono aumentare con l’età, ed una buona percentuale divenuta adulta avrà una personalità antisociale.
Dunque l’iperattività ha le sue caratteristiche ben precise, ma è facile confonderla con altri comportamenti vistosi del bambino. Vediamo di chiarire un poco questi concetti :
1 - CHE COSA NON E’ L’IPERATTIVITA’
__________________________
2 - ALLORA, QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DI QUESTA MALATTIA ?
A
- DIFFICOLTA’ DI CONCENTRAZIONE - SINTOMI DI INATTENZIONE - (indici principali della sindrome)Il bambino accusa i seguenti sintomi :
B
- SINTOMI DI IPERATTIVITA’ - IMPULSIVITA’ (indici non obbligatori ma che se presenti devono essere in aggiunta a quelli ripresi in A)
Spesso queste caratteristiche sono spesso accompagnate da disturbi di tipo emozionale e comportamentale :
QUALI SONO LE CARATTERISTICHE DELLA SCRITTURA DEI BAMBINI IPERATTIVI ?
Vediamone subito un esempio :

bambino cileno- 5 elementare
La prima impressione è quella di primordiale disordine, in tutte le componenti della scrittura : largo di lettere, largo tra lettere, largo tra parole, calibro, pressione.
Tuttavia è una scrittura piena di vita, veloce, nervosa, impulsiva, in preda alle emozioni del momento; ha però una buona tenuta generale del rigo, e coerenza nell’inclinazione assiale, nonché un discreto largo di lettere anche se non costante.
Questa personalità è dominata dalla vivacità, dall’insorgenza di intuizioni e di idee che però non riesce ad organizzare né mentalmente, né praticamente. E’ in preda ad un arruffamento delle idee, ad una immaginazione esuberante che, non controllata, diventa fonte di disagio perché incapace non solo di ordinare le idee, ma anche di comunicarle e farle condividere ad altri. La comunicazione diventa allora difficile e porta il bambino inevitabilmente alla solitudine, benché estroso e vivace. La conseguenza del non controllo nella elaborazione e la comunicazione delle idee è l’incapacità alla concentrazione che porta di fatto a non ricordare gli argomenti trattati. Questa situazione porta ad un risultato scolastico molto deludente, benché il bambino sia di per sé intelligente, ad un rapporto difficile con i genitori, gli insegnanti, i compagni; non sta mai fermo, disturba le lezioni, soffre della sua difficoltà di comunicazione che tenta di sforzare con bravate ; insomma, il "Giamburrasca" stanca un pò tutti …!
Cosa si può fare davanti ad una tale situazione ?
Come si vede l’impegno è tanto, ma come non tentare con un bambino ancora piccolo che può recuperare ed avere una vita, se non calma (questo se lo deve scordare !) ma socialmente meglio integrata e personalmente più gratificante se riuscirà a dominarsi quel tanto che basta a controllare ed utilizzare al meglio il suo estro nativo..
| Webliografia |
L’enfant hyperactif |
Association Suisse Romande de parents d’enfants
avec Deficit d’attention et/ou hyperactivité |
Le modèle Barkley |
Attention-Deficit Hyperactivity Disorder |