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Apprendimento della grafologia e formazione del grafologo
di Nicola Lamacchia
Sintesi
Esistono vari tipi di analisi grafologica. Vi è una che descrive i comportamenti, un'altra più complessa che rintraccia le chiavi di volta del sistema personalità, importanti per ridare orientamenti ed ordine.
Saper effettuare un'analisi grafologica non sempre può significare riuscire a dare una risposta al quesito che un utente pone: per far questo occorrono ulteriori approfondimenti, una cultura interdisciplinare molto allargata ed una notevole pratica.
Riuscire a dare risposte concrete all'utenza permette l'affermarsi di una professione.
Un iter formativo grafologico deve tenere adeguatamente conto di queste realtà.
* * *
In tempi di riformulazione del percorso formativo grafologico, all'interno delle Scuole e delle Università, espongo un punto di vista personale su alcuni aspetti della professione di grafologo e sull'apprendimento della grafologia. La mia esperienza è di pratica professionale e di insegnante di grafologia in contesti privati.
Due parole sulla tradizione ed il momento attuale
Escludo da queste righe il contesto della grafologia giudiziaria che ha tradizione e percorso a parte rispetto agli altri campi applicativi.
In Italia non abbiamo avuto la tradizione operativa che vantano i francesi: i grafologi che hanno operato sono risultati singole realtà operative, più note in ambiti sociali circoscritti che in campi più allargati. Il grande pubblico non conosceva la grafologia; ora la conosce ma, a mio avviso, ben difficilmente conosce la portata ed il contributo pratico che la disciplina può dare. I grafologi in Italia sono ancora troppo pochi e inoltre non vi è ancora una figura professionale istituzionalizzata: il grafologo non è inserito all'interno di équipe in strutture pubbliche, formate da psicologi, assistenti sociali, ecc.; se ciò fosse contribuirebbe non poco alla divulgazione dell'aspetto operativo della disciplina ed al suo ricorso in contesti sociali allargati.
Eric Berne affermava che ben difficilmente una persona intraprenderebbe un'azione che suo nonno già non faceva: questo significa che è importante per l'uomo un riferimento ad una tradizione e, quando questa non c'è, il soggetto deve vincere una titubanza inerziale di non poco conto; non dimentichiamo che uno degli scopi principali della pubblicità consiste proprio nel rendere familiare il nome di un prodotto, affinché i consumatori non siano diffidenti quando lo incontreranno nel proprio supermercato di fiducia.
Ieri, cioè agli inizi del novecento ed a metà di questo secolo, l'utente che ricorreva al grafologo poteva essere dettato da curiosità e cultura. Oggi, secondo la mia esperienza, una richiesta di consulenza grafologica è dettata dalla necessità di ricevere indicazioni su strade che aiutino a risolvere qualche problema, piuttosto che dalla volontà di vedere chiaro dentro di sé stessi (!). Questo presuppone, per il grafologo, la maturazione di una cultura interdisciplinare, che consenta non solo una descrizione precisa del proprio comportamento, quanto di fornire indicazioni utili su come affrontare problemi di tipo pedagogico, di coppia, di relazione o in riferimento agli orientamenti esistenziali del soggetto.
Vale la pena ricordare, infine, che anche in ambito giuridico le leggi nascono dalle consuetudini, le quali si formano spontaneamente e, appunto, sulla base di esigenze pratiche. Rispondere in termini pratici ed adeguati alle richieste dell'utenza dovrebbe essere la premessa per fornire un contributo sociale importante, nell'ambito di precise competenze professionali: nella fattispecie ciò contribuisce ad una delineazione più netta dell'identità professionale del grafologo, tanto sul piano sociale, quanto su quello del riconoscimento legale.
Effettuate queste premesse, provo a delineare un percorso di apprendimento dell'analisi grafologica, ovvero dei vari tipi di analisi grafologica.
Ho distinto un percorso grafologico a "livelli" da non intendere necessariamente per anni (un livello può comprendere anche più anni di studio).
I Livello
Teoria
Esercitazioni
Risultato
II Livello
Teoria
Esercitazioni
Risultato
Rappresentazione/elaborazione della scrittura
Note
Può mancare la precisa individuazione di fili conduttori o motivi dominanti che quella scrittura manifesta su tutti i piani espressivi. La rappresentazione del conflitto di un soggetto, per esempio, può non essere adeguatamente chiarita (es.: "…nel rapportarsi agli altri mostra dei momenti di inibizione e delle riserve che non sempre riesce a sciogliere…" ; perché ha delle inibizioni? di che tipo esattamente? Insomma, che cosa c'è nel "quadro a monte", di quel soggetto, che favorisce l'insorgere di inibizioni e riserve?).
L'allievo, inoltre, potrà sentirsi più preparato ad affrontare l'analisi di certe scritture, mostrando buoni risultati, e meno preparato per certe altre (considerate più difficili, enigmatiche o addirittura "antipatiche").
III Livello
Teoria
Esercitazioni
Attraverso questo momento l'analisi grafologica può arricchirsi notevolmente, può rendere ragione di una complessità della natura umana, possono essere rintracciate quelle situazioni psichiche che, a monte di tutto, possono essere causa di una problematica emozionale, costituendo, pertanto, i motivi conduttori rintracciabili nei vari piani espressivi dell'analisi (socialità, affettività, ecc.).
Questo discorso, costruito sull'intreccio di più voci (grafologica, psicologica, ecc.), costituirà un ulteriore controllo delle affermazioni e, nel contempo, potrà dare ulteriore fondamento e sicurezza all'allievo.
Risultato
Rappresentazione/elaborazione della scrittura
L'esercizio su questo livello dovrebbe portare l'allievo a vedere la scrittura non più come composta da una serie di segni, ma come un unico tracciato, che esprime di per sé le caratteristiche dei segni presenti: si tratta di una visione più complessiva (gestaltica) della scrittura.
Nello stesso tempo l'attenzione potrà essere canalizzata su micro-elementi grafici, esprimenti, nel loro piccolo, particolarità grafiche riverberate nel contesto. A questo punto l'analisi grafologica diventa ancora di più analisi del tratto grafico nella sua particolarità: l'allievo non vede più "i segni della scrittura", ragionando su quelli, ma vede il tracciato, nella sua globalità, e le micro-situazioni di questo che esprimono il significato dei segni (es. valutazione del grado di tensione del filetto di collegamento tra una lettera ed un'altra o del riccio finale). Questo lavoro permetterà ancora di più una descrizione più particolareggiata della personalità.
IV Livello
Teoria
Esercitazioni e Risultati
Alcune problematiche importanti
La grafologia va "vissuta"
In linea con il pensiero di Moretti, l'apprendimento della grafologia deve essere teorico, pratico (cioè riferito a delle esercitazioni su scritture) ed anche esperenziale, deve cioè essere completato con delle osservazioni sul campo: l'allievo deve poter ascoltare delle analisi su persone che conosce, deve poter aver modo di osservare dal vivo l'espressione di certe tendenze (pensiamo ad Int. I modo, alle Aperture a capo, alle sindromi di Sciatta, ecc.).
Deve poter ricevere, e discutere approfonditamente, un'analisi sulla propria scrittura.
L'acquisizione di questo livello esperenziale farà sentire l'allievo più sicuro di quanto affermerà nelle analisi e potrà costituire un momento formativo di base per iniziare ad individualizzare meglio le analisi che compie.
I lavori di gruppo effettuati con altri allievi (anche di un corso avanzato), le prime analisi riferite ai soggetti interessati, con la supervisione degli insegnanti, costituiscono un importante bagaglio formativo che farà capire meglio, agli studenti, quale sia il senso pratico del lavoro che stanno apprendendo. Questo aspetto potrà influire non poco sulla motivazione ad approfondire la disciplina.
Problemi di linguaggio
Il lavoro del grafologo prevede un uso sofisticato del linguaggio. La descrizione di una personalità (oggetto immateriale, complesso e dinamico) non è cosa semplice. Quando non si ricorre ad una fraseologia predeterminata, oppure a delle etichette standard, il lavoro diventa complesso; inoltre, volendo descrivere una realtà individuale ed irripetibile, la complessità aumenta.
Consideriamo, ancora, che l'utente del grafologo consulente non è normalmente un altro tecnico (psicologo, medico, ecc.), con cui condividere un gergo, ma una persona comune e che, nell'effettuare la descrizione, occorre essere chiari, ma non troppo diretti, veritieri, ma non riduttivi nei significati e saper guardare e descrivere l'oggetto investigato da diversi punti di vista. Ci rendiamo subito conto delle difficoltà incontrate dagli allievi nella stesura delle analisi: potremo avere, pertanto, degli allievi che comprendono i significati di una scrittura più di quanto non siano in grado di esprimere, soprattutto per iscritto, nel caso non possiedano una separata ed acquisita abilità nell'uso del linguaggio.
L'apprendimento della stesura dell'analisi può costituire uno studio a sé, data la complessità dell'argomento: imparare a sfumare (es. uso delle doppie negazioni: "non possiamo non dire…"), come e da che punto iniziare la descrizione, cosa mettere in risalto, come rimarcare i fili conduttori che legano le tante espressioni comportamentali del soggetto, gli esempi che possano chiarire, l'uso delle metafore, gli impliciti nella frase (voluti e non voluti), l'eliminazione di apparenti contraddizioni e di troppi incisi, la risposta a possibili domande ed obiezioni del soggetto, ecc. ecc..
Modalità di espletamento della consulenza
Non è detto che la consulenza debba avvenire per iscritto; anche in questo caso ci sarà un rapporto prima e al momento della consegna del lavoro con il cliente e si dovrà mettere in conto anche la richiesta di chiarimenti o la possibilità che vengano poste ulteriori domande. La consulenza può essere fornita anche oralmente, magari con registrazione del colloquio su audiocassetta, che è consegnata alla parte (se il professionista si sente di accettare questo); oppure potranno essere consegnate analisi riassuntive scritte, mentre oralmente si daranno tutti gli approfondimenti. La parte scritta può riguardare anche soltanto schemi di funzionamento delle dinamiche principali.
Gestione del rapporto con l'utente
Effettuare un'analisi è un conto, gestire il rapporto con la persona è ancora un'altra abilità da acquisire. Qui ci riferiamo a diverse cose tra cui: 1) saper sfruttare le informazioni fornite dall'analisi per preparare la seduta, il linguaggio; 2) saper gestire la seduta a vantaggio del cliente e per la salvaguardia dell'efficacia stessa del lavoro (pensiamo ai soggetti che usano interrompere sempre, divagare eccessivamente, aprire serie infinite di problemi senza dare il tempo di chiudere un discorso, creare confusione imponendo le loro modalità, volersi sentir dire quello che vogliono, strumentalizzare il professionista in varia maniera, ricevere un'assoluzione per un peccato non confessato, puntare l'attenzione su un problema minore, ecc. ecc.).
° ° °
Secondo quanto abbiamo esposto appare chiara la differenza fra le diverse tipologie di analisi grafologica. Potremmo quindi avere:
Alcune considerazioni finali
In questa panoramica ho volutamente ristretto l'attenzione allo stretto percorso dei livelli di apprendimento dell'analisi grafologica, è ovvio che nella formazione del grafologo non può mancare lo studio, già in atto, di altre discipline.
E' particolare osservare che all'inizio del percorso l'allievo veda, com'è naturale, una grande difficoltà nell'acquisizione della capacità di saper esattamente rilevare e graduare i segni e pensi che tutte le difficoltà si esauriscano in questo. Considerando invece la visione generale, forse potremmo affermare che questo aspetto, pur importante, è il meno impegnativo… rispetto agli altri.
Ritengo infatti fondamentale che un grafologo acquisisca:
Con questo contributo ho inteso chiarire ed ordinare alcuni aspetti delle problematiche professionali più note a qualcuno, meno ad altri, soprattutto per una più estesa presa di coscienza della delicatezza e del tipo di lavoro che il grafologo effettua.
IL CASO
Quale breve esemplificazione della disamina svolta, propongo il seguente caso.
Un ragazzo di 15 anni perviene allo studio di una psicoterapeuta col seguente problema:
mancanza di concentrazione nello studio, mancanza di motivazione in generale (frequenta il liceo), problemi di indisciplina nei confronti dei professori ed a casa.

La scrittura manifesta una base curvilinea, un Calibro Alto, Non Omogeneità nella tenuta del rigo e dell’Inclinazione, deficit della Triplice Fermezza, Contorta, Titubante e Discendente.
Analisi grafologica semplice (descrizione del comportamento).
Ora, con un livello di analisi di tipo 2) ci limiteremmo ad evidenziare una serie di insicurezze (non ben precisate) che danno luogo ad un conflitto, che si esprime con momenti di inibizione (Titubante, Contorta), continui cambi di orientamento (Tentennante, N.O. Inclinaz., deficit nella tenuta del rigo), forme di reattività (Contorta, Calibro Alto, Scattante), momenti di depressione (Discendente, Curva di base). Emerge chiaramente la difficoltà di concentrazione (Calibro Alto e disordine grafico) e di attenzione (disordine grafico, Tripl. Ferm. in deficit). L’indisciplina ci è segnalata dal disordine grafico e dal Contorta in Calibro Alto con base curva (per brevità ho citato solo i segni principali, il lettore vede da sé la scrittura).
Commenti.
E allora? Tutto qui? Fino a questo punto abbiamo solamente riscontrato grafologicamente la fondatezza del problema lamentato. L’analisi sopra esposta può senz’altro essere più dettagliata e più estesa, va benissimo, ma quello che l’utente si aspetta sono delle indicazioni che orientino alla risoluzione dei problemi presentati. Il grafologo ha un suo quadro rappresentativo delle problematiche, che gli deriva dallo studio della scrittura in esame e che, pertanto, può dargli delle indicazioni che avviino alla risoluzione dei problemi, motivo per cui solitamente l’utente chiede una consulenza grafologica. Voglio sottolineare ancora una volta che, in questo caso, non si trattava di una richiesta di consulenza grafologica volta a conoscersi meglio, ma finalizzata alla soluzione dei problemi.
Inoltre, le cause che possono sottostare ai problemi comportamentali lamentati possono essere le più disparate ed il grafologo dovrebbe essere in grado di rintracciarle.
Analisi grafologica complessa ed interdisciplinare.
Approfondendo l’analisi grafologica secondo quanto evidenziato nei livelli 4) e 5), quindi cercando di sintetizzare ed evidenziare motivi conduttori che la scrittura manifesta, anche attraverso un discorso interdisciplinare, emerge la seguente situazione.
Il ragazzo è desideroso di esperire ed affermare una propria autonomia ed identità con delle sue (discutibili) modalità; tende a scavalcare i propri spazi ed i propri ruoli (zone arcuate in Calibro Alto e Contorta), invadendo quelli degli altri, ed a "passare oltre" le problematiche create (stessi segni), non dandosi più problema di tanto. Questa sua maniera di essere rivoluzionario, cioè all’insegna del contrasto e della rottura, gli deriva da una rappresentazione deformata dell’"obbligo", dell’"impegno" e del "dovuto": questi elementi, infatti, dentro di lui vengono per certi versi recepiti come sopruso, a danno della propria identità, e ne consegue una reazione. Pertanto emerge la necessità che il soggetto si faccia chiarezza sulle seguenti rappresentazioni, fortemente deformate nella sua mappa di rappresentazione interna:
Tale situazione psichica emerge da un doppio messaggio inviato dalle figure genitoriali (come poi ha verificato la successiva consulenza grafologica familiare): entrambi i genitori sono risultati attenti, amorevoli, ma estremamente critici e perfezionisti. L’aspetto amorevole lo ritroviamo nella base curvilinea del ragazzo, mentre l’aspetto critico perfezionista ha provocato dei danni sulla struttura di identità (Triplice fermezza in deficit): infatti ad un livello di fondo la scrittura manifesta un messaggio percepito del tipo "non sono O.k." (Discendente, Titubante), MA tuttavia "non accetto questo è mi ribello" (Contorta, disordine grafico), creando una posticcia identità di personaggio rivoluzionario (Calibro Alto, Contorta) che cerca di venire a capo dalla squalifica di fondo che sente (Discendente in contesto curvilineo e Contorta). Il risultato di questa reazione, però, è quello di non risolvere il conflitto e di sentirsi reattivo ed ansioso, oscillante tra un sentirsi "non O.K." e la negazione di ciò.
In altri termini i richiami all’ordine ed al senso del dovere sono risultati, al soggetto, come delle mine sulla propria autostima e senso dell’identità (soprusi). Questo ha sfavorito la creazione di un’immagine positiva di sé ed ha finito col creare una squalifica delle figure genitoriali (Tripl. Fermezza in deficit, Contorta, ecc.). Tutto viene allontanato senza la creazione di un percorso di orientamento che possa essere veramente alternativo (disordine grafico, Non Omogeneità di vario tipo, ecc.).
Le parti dell'Io
Un’ulteriore esemplificazione di questa mappa porta all’individuazione delle parti dell’Io, così denominate e così funzionanti:
Il Bravo Ragazzo: parte che si adatta parzialmente all’ordine (Curva, Titubante, Discendente):
Il Rivoluzionario: parte che non accetta gli ordini ed il senso del dovere (Contorta, disordine grafico, Calibro Alto):
Parte Vitalistica Spensierata (Calibro Alto, zone ad arco, Scattante, Pressione media, ecc.)
Parte Depressa (Discendente in contesto curvilineo):
Dallo schema evidenziato emerge il conflitto tra la parte del "Bravo Ragazzo" e quella del "Rivoluzionario", tale conflitto può determinare inibizioni e blocchi (chiusure), può attivare la parte "Vitalistica Spensierata" o in alternativa quella "Depressa" che minaccia il suicidio (come è effettivamente successo in precedenza). Il soggetto è preso da questo conflitto, di cui non ha coscienza, e prova l’alternanza delle parti qui schematizzate, senza apparente risoluzione.
L'Orientamento risolutivo del conflitto
La chiarezza relativa alla rappresentazione di "chi comanda chi" e "quando è giusto obbedire e quando no" dovrebbe creare, secondo l’ottica della Programmazione Neurolinguistica, una metaparte che contenga dentro di sé un "Bravo Ragazzo" (ma con meno carica di Cessione e più consapevolezza, per es. più Angolo A) ed un "Rivoluzionario" meno agguerrito, cioè più propenso ad accettare e meno a contestare, perché l’altra parte (quella del "Bravo Ragazzo") ha capito come filtrare le situazioni.
Lo studio su questo livello di analisi è stato condotto in un’ottica grafologica interdisciplinare, con particolare riferimento alla Programmazione Neurolinguistica, secondo gli studi da me esposti nel testo "Grafologia e Programmazione Neurolinguistica: l’Organizzazione Sensoriale", Libreria Editrice "G. Moretti", Urbino, 1998 (www.pugliabox.it/Lamacchia).
Nicola Lamacchia
Chi volesse comunicare con l'autore può inviare messaggi a: lamacchia.nicola@libero.it