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Incontri sulla rete con Dmitrij Zuev-Insarov
di Valeria Dell'Era
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Voce: grafologia. Najti, cerca cioè.
Clicco.
Più di 21000 siti attraverso il diffuso motore
di ricerca russo www.yandex.ru.
Più evidenti per la continua occorrenza quelli cultural-commerciali come Akvilon,
associazione di tipo esoterico che si apre su di un suggestivo cielo blu notte cosparso
di mobili stelline e segni astrologici, allusioni grafiche quanto mai banali al senso
del magico e del mistero: si offrono nell'ordine, a pagamento ovviamente, oroscopi
personalizzati e non, predizioni sul futuro (tarocchi, numeri, maghi-stregoni-sensitivi,
persino sfera di cristallo), consigli bio- di tutti i tipi (questi anche gratis, sebbene
piuttosto brevi, giusto per invogliare all'acquisto di quelli a pagamento) bio-dietetici,
bio-dinamici, fiori di Bach e, alla fine, tra i servizi offerti a pagamento,
analisi grafologiche e corsi di grafologia su richiesta (previa formazione di un congruo
numero di allievi, eventualmente anche individuali).
Clicco.
Come al solito nacal'naja straniza (home page), al suo interno Kto my
(chi siamo, seguono nomi e cognomi ovviamente sconosciuti), zeny (prezzi, ma come accadrà per
gli altri siti, una volta cliccato lì: scrivici al seguente indirizzo di posta elettronica o
inviaci una lettera, sì, ma quanto costa? Me lo dici dopo? ), ca vo, FAQ, ovvero domande frequenti,
tutte al limite dell'handicap mentale, risposta compresa e, naturalmente, kratkaja istoria grafologia,
breve storia della grafologia, cioè. Lì clicco con maggiore convinzione, pensando , se non di
attingere al sapere, di sapere qualcosa che non so (che non è molto per la verità, quindi spero),
e lì, ma lo capisco solo dopo aver continuato l'esplorazione, entro nel vero mondo di internet:
un gigantesco compito in classe di matematica. Qualcuno, che è riuscito a risolverlo, ha passato
la copia a tutti, poche le differenze in termini di parole o contenuti, ma, mi viene di pensare,
forse più probabilmente la copia è venuta da fuori, qualche bignami di grafologia o lessema tratto
da un popolare dizionario enciclopedico (di marca buona si spera).
La storia della grafologia parte più o meno dall'India se ne occupano gli antichi Greci
(tanto per cambiare, di cosa non si sono occupati?), si citano Aristotele, Confucio e
qualche altro grande della storia; arrivando a tempi più recenti si passa per la Francia,
l'Italia e quant'altro.
Sì, ma in Russia che succede alla grafologia? La breve storia della stessa termina sempre con lei,
la grande Madre, sintetizzandosi di fatto nel nome di Dmitrij Zuev-Insarov, definito come il più
grande grafologo russo.
Vado avanti e più continuo, più la grafologia mi appare un po' avvilita e impantanata in una
periferia culturale variegata, che passa dalla numerologia, lettura della mano, sedute spiritiche,
predizioni improbabili sul futuro, persino, tra le tante pubblicazioni divulgative reclamizzate
che la riguardano, collegata con la lettura dei fondi di caffè, vecchia tradizione slavo-balcanica-rom.
Non avendo letto la pubblicazione di cui sopra, mi soffermo a pensare: è vero che tutte le conoscenze
sono alla fin fine interconnesse in un unico sapere, ma questa? Riesco solo a immaginare i fondi densi
di un caffè turco che lasciano intravedere qualche improbabile lettera o segno grafico da interpretare.
Ma i siti più seri ci sono, quelli ufficiali ovviamente in minor numero, tra cui l'Istituto
di grafologia fondato nel 2005 a sostegno dei rapporti culturali fra la regione russa Sverdlovsk
e i Paesi Bassi.
Obiettivo dell'Istituto è la ricerca in campo grafologico e la diffusione della grafologia in quanto
scienza. I collaboratori dell'Istituto, si precisa, hanno alle spalle un'esperienza più che decennale.
Per il resto il sito è alquanto noioso e divulgativo. Continuo e incontro il professor Vladimir Taranenko,
un sito individuale di quelli da ego smisurato (della serie nome e cognome a caratteri cubitali),
inserito in quello ufficiale e più grande dell'Università di Kiev.
Il curriculum di Volodja (mi permetto di chiamarlo per nome e col diminutivo, come dire in italiano
Peppino invece di Giuseppe, tanto non mi conosce e mi diverte l'idea di poterlo virtualmente irritare
perché, uno così, se non gli dai il lei si offende senz'altro), classe '56, è di tutto rispetto,
sicuramente degno del suo ego.
Dopo una laurea in biologia con una tesi sulla fisiologia degli animali e dell'uomo, da lì è
evidentemente passato a concentrarsi su quella umana, divenendo praticamente esperto in tutto
ciò che contiene il prefisso -psico.
Psicologia in primis, psicodiagnostica visiva, psicogeometria (non so cosa sia, né se sia
la corretta traduzione, l'unica cosa che mi viene in mente sono facce tonde, triangolari e quadrate),
ma anche fisiognomica e, fra le altre specializzazioni, psicografologia.
Il nostro prof Volodja tiene i corsi di grafologia all'Università di Kiev e prepara i quadri
dirigenti (deduco da un punto di vista psico-logico) del Ministero dell'Energia in Ucraina.
Naturalmente collabora a riviste e periodici fra cui una dal titolo esaltante, letta per intero
forse solo dal correttore di bozze, "La politica dell'energia in Ucraina".
Comunque ha studiato il prof Taranenko e, soprattutto, non ha copiato.
La sua Breve storia della grafologia è più lunga ed approfondita.
Si sofferma sulla "fortuna" della grafologia in Russia, strettamente legata alle vicende del
'900 di quel paese. Traduco riassumendo "Il libro del più famoso grafologo russo Zuev-Insarov
(sempre lui) Scrittura e personalità fu pubblicato in Russia negli anni '20.
Nonostante la sua bravura, non riuscì a creare una vera e propria scuola di grafologia
(in altro sito viene invece citato come il fondatore della scuola russo-sovietica di grafologia. Boh.)
Dopo il 1935 il suo nome e il suo lavoro furono dimenticati. L'ultimo ricordo su di lui
appare nel grande romanzo di Rybakov I ragazzi dell'Arbat: il grande grafologo Zuev-Insarov
è un povero vecchio che si guadagna da vivere con la sua arte nel ristorante Metropol' di Mosca.
Nel 1936, come è noto, cominciò in Unione Sovietica una totale cancellazione di tutte le ricerche
e innovazioni in campo psicologico e pedagogico […]. " E la grafologia ci finì in mezzo.
Il dizionario enciclopedico sovietico nel 1953 tuttavia la cita definendola "Teoria pseudoscientifica
relativa alla possibilità, sulla base della scrittura, di individuare le caratteristiche psicologiche
di una persona e anche il suo aspetto esteriore".
Lascio Volodja e continuo.
Mi soffermo su qualcuno dei numerosi siti personali di grafologi, che offrono al pubblico di
Internet le loro analisi individuali e ad aziende per la selezione del personale.
C'è un certo Ojbek Nadzimov che, con evidente orgoglio, pubblica un 'intera brochure
sull'analisi delle firme, primo scritto in assoluto, sostiene, sull'argomento grafologia
apparso nel suo paese, l'Uzbekistan e, ad attestare le sue qualifiche per farlo, pubblica
pure un suo diploma in grafologia presso qualche scuola il cui nome (in corsivo…) non è
chiaramente leggibile. Trovo persino una richiesta di soccorso persa da qualche anno nell'etere
di una certa Marja: "Aiuto! Qualcuno mi dica qualcosa sulla grafologia per favore": E null'altro.
Spero abbia risolto il suo problema cercando su un'enciclopedia o, se troppo giovane per aver imparato
a fare tali ricerche, su internet.
Incontro poi un sito dal delicato titolo ugolok grafologa, l'angoletto del grafologo,
con tanto di pennino e calamaio color seppia. Le voci sono sempre le stesse, ma sulla storia
della grafologia in Russia gli autori non si sono risparmiati.
Traduco in sintesi "In Russia la grafologia si diffuse alla fine del XIX secolo.
Il primo libro pubblicato sull'argomento Psicografologia di I. F. Morgenštern divenne
la pietra miliare della grafologia in Russia. […]
Ma le ricerche dello studioso russo-sovietico D. M. Zuev-Insarov (ancora una volta) furono
le più lunghe ed approfondite. Fu il primo a prendere in considerazione l'ipnosi applicata
alla grafologia, al fine di studiare i cambiamenti della scrittura durante lo stato ipnotico.
A cavallo degli anni '20 e '30 del XX secolo divengono popolari in Russia le ricerche
di E. Krecmer sui legami fra costituzione fisica e carattere. In tal senso R. I. Ceranovskij
effettuò ricerche relative al legame fra la scrittura e le diverse costituzioni fisiche.
A partire dagli anni '30 e fino agli anni '60 nell'URSS la grafologia fu relegata nelle fila
delle metodiche parascientifiche, così come la fisiognomica, ma sopravvisse come peritale, utilizzata
cioè ai fini di stabilire l'identità di un individuo. […]
Nel 1964 un gruppo di psicologi fra i quali Dymerskij, Ermolaev-Tomina e Filonov compì una ricerca
sulla possibilità di stabilire le caratteristiche di una personalità attraverso la scrittura.
La ricerca si basò sull'analisi di 45 soggetti di età dai 18 ai 60 anni.
L'analisi fu condotta secondo due diverse metodiche, quella di Zuev-Insarov e di Romen,
in maniera indipendente e separata. I risultati di questo lavoro furono praticamente uguali.
Solo in tre casi i risultati furono contraddittori. Così, sulla base dell'analisi dei dati sperimentali,
matematicamente elaborati, fu possibile osservare una decisa correlazione fra tipologie simili di
carattere e caratteristiche di scrittura. […] Nel 1967 le ricerche proseguirono e fu trovato
il principio che permetteva di distinguere la scrittura degli uomini da quella delle donne."
Proseguo e mi ritrovo sul sito ufficiale della Rodnaja gazeta, fra i più
importanti quotidiani a tiratura nazionale.
Nell'archivio del giornale c'è un intero articolo dedicato al fenomeno grafologia in Russia,
a cura della giornalista Ol'ga Balla. Il titolo "Grafologia: mistificazione o scienza?" tocca
un nodo cruciale. L'articolo comincia come una favola "Tanto tempo fa, ottant'anni circa,
nel foyer del cinema-teatro sull'Arbat a Mosca, sedeva un uomo che intratteneva gli spettatori
prima dell'inizio dello spettacolo, descrivendo le specifiche personalità di ognuno di loro.
La gente rimaneva stupita della precisione delle sue analisi. Quell'uomo era Dmitrij Zuev-Insarov
e la strana cosa con cui intratteneva il pubblico si chiamava grafologia.
Zuev-Insarov comprendeva in profondità le persone, molto più, forse, di quanto riuscisse a spiegarlo
a loro e a se stesso. Aveva catalogato caratteristiche e temperamenti della personalità umana precisi,
chiari ed espressivi. Si diceva che collaborasse con la polizia.
Alla fine degli anni '20 (anni d'oro per la cultura, le arti e la ricerca in Russia) pubblicò il libro
Scrittura e personalità, un testo problematico, non definitivo, confuso, ma in esso aveva raccolto
tutte le sue conoscenze sulla materia e poi… cadde nell'oblio.
"La giornalista prosegue nella storia della grafologia e in una sintesi, non priva di
sottile disincanto, di chi ha, evidentemente vissuto e osservato il passaggio storico del suo
paese ci dice che "I bolscevichi dichiararono la grafologia pseudoscienza ed essa, silenziosamente,
si ritirò, per ridestarsi a nuova vita negli anni della perestrojka, quando in generale divenne
di colpo interessante tutto ciò che un tempo non era piaciuto ai bolscevichi.
Fu ripubblicato il libro di Zuev-Insarov e persino Psicografologia di Morgenštern di cento anni fa.
Attualmente, a giudicare dai vari siti internet (si è fatta anche lei un bel giro), la grafologia
nel nostro paese appare continuamente collegata e un po' schiacciata in mezzo ad altre cose come astrologia
, tarocchi, chiromanzia e quant'altro.
Tutti, anche quei professionisti, criminologi, psicologi, medici, paleografi, artisti che,
un po' strettini nelle loro nicchie, cercano di rettificare, specificare, dire la loro sulla
grafologia, parlano comunque di Zuev-Insarov[…], il grafologo che scrisse che i petli,
i petali (ricci?) delle lettere ?,?,? se vanno sotto il rigo di base indicano l'inabilità
al pensiero logico e che la pressione è un indicatore delle tendenze della fantasia sessuale.
[…] Ma perché l'effetto Zuev-Insarov ha provocato tale entusiasmo nei contemporanei?
Certo non è solo per i segni della scrittura.
Il fatto è che lui sentiva la scrittura di una persona.
Interpretò mirabilmente la scrittura di molte personalità, suoi coevi e non, fra cui molti
grandi scrittori come Tolstoj […]" L'articolo termina con una sintetica speranza: che tutti
coloro che utilizzano o non utilizzano (ma questi ultimi, sostiene, zitti zitti un'occhiata la danno)
la grafologia la smettano di litigare fra loro, essa è uno strumento valido in molti campi di indagine,
vivaddio, ci si metta un po' d'accordo su terminologia, definizioni e scuole di pensiero,
solo così la facciamo diventare una scienza nell'immaginario collettivo, e non solo.
Non mi resta che cambiare voce e cercare, sullo stesso motore, Dmitrij Zuev-Incarov.
Mio dio, 829 pagine dedicate a lui, quanti vogliono vendere la ristampa del suo unico libro,
quante edizioni con commenti e introduzioni di tanti diversi autori, professori, medici, grafologi…
A me saltano all'occhio solo due parole izdanje abtora cioè, tradotto in termini correnti,
la pubblicazione del suo unico libro se l'è pagata lui.
Poi, a caso, vado su Dizionario di astrologia e, dopo znaki, segni zodiacali e zodjak, zodiaco,
ritrovo Zuev-Incarov, Dmitrij. Chissà, forse è perché adesso guarda le stelle.
Valeria Dell'Era
valdellera@libero.it
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