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IL LINGUAGGIO DELLE IMMAGINI: ARTE E SCRITTURA. di Luisa Ferrea Da un articolo pubblicato su: SCIENZE UMANE & GRAFOLOGIA
La scrittura è molto più che un semplice strumento di comunicazione di pensieri e di concetti: la parola, dal momento in cui viene scritta, diventa immagine, entra nel mondo del visivo. Pulver ne sottolinea il legame con il disegno; per lui la scrittura rappresenta "un disegno inconscio, disegno di sè". Un altro caposcuola della grafologia, Klages, invita ad osservare la scrittura come se fosse un'opera d'arte, al fine di comprendere se possiede o meno autenticità.
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Mottura P., Notturno
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Le opere d'arte visiva quasi sempre riescono a comunicare e ad esprimere, semplicemente attraverso un'immagine, un insieme articolato di concetti, laddove una spiegazione verbale necessiterebbe di un percorso molto più lungo. I confronti in campo artistico sono quindi utili per rendere con immediatezza l'aspetto grafico-formale e i significati dei singoli indici grafologici.
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Giacometti A., Uomo e donna
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Osserviamo ad esempio la scultura Uomo e donna di Giacometti: da un lato il femminile, la forma curva, accogliente e arrendevole, dall'altro il maschile, rigido e angoloso, intrusivo e combattivo. Esiste forse un modo più sintetico ed efficace per esprimere la dinamica curva-angolosa, alla base della grafologia morettiana?
Volendo approfondire ulteriormente l'espressione della curva e dell'angolo e visualizzare la distinzione che Moretti opera tra il segno Curva e le tre specie di angoli, ricorriamo ancora a degli accostamenti desunti dal campo scultoreo nei quali la diversa resa plastica della figura umana può essere riferita in senso lato anche ai quattro temperamenti morettiani: Curva/Cessione, Angoli A/Assalto, Angoli B/Resistenza, Angoli C/Attesa. |
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Moore H., Figura sdraiata
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| Nelle inconfondibili sculture di Henry Moore la figura umana è tradotta in forme levigate, morbide e arrotondate che richiamano il segno Curva e la duttilità, la dilatazione del temperamento della Cessione. |
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Marisol, La famiglia Kennedy
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| Nella composizione di Marisol i corpi delle figure, formati da solidi blocchi di legno, evocano il segno Angolo B, in cui la lettera si chiude per difesa; in altre parole, utilizzando un'espressione corrente che ben si addice alle caratteristiche del segno e della scultura, "fa quadrato". Ampliando il discorso: la posizione eretta, la geometrica regolarità delle figure, il loro compattarsi e restringersi, la rigidezza delle pose, il richiamo alla linea retta sia nell'asse verticale che orizzontale, evocano altri segni grafologici (Dritta, Uguale, Stretto di Lettere, Stretto tra lettere, Mantiene il rigo, Parallela), tutti associati al temperamento della Resistenza, di cui questa scultura ne rappresenta un'efficace sintesi visiva. |
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Ruberti M., Passo di danza
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| La scultura di Ruberti evoca invece il segno Angoli C per la morbidezza e la fluidità delle forme, il gesto artistico del braccio che con grazia si incurva verso l'alto, la sinuosità della figura. Se il confronto con questo segno grafologico è calzante in quanto "tutto ciò che serve da ornamento alla grafia si può ascrivere all'angolo C" (Moretti, 1985, p.44), possiamo osservare che nella scultura sono altresì presenti richiami - la flessuosità, la grazia e l'eleganza della figura, le forme esili e delicate, la vezzosità espressa dalla posizione delle braccia - ad altri segni grafologici appartenenti al temperamento dell'Attesa (Flessuosa, Elegante, Filiforme, Ricci vezzosità). |
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Bourdelle A., Ercole
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Il segno Angoli A può essere espresso dalla scultura di Bourdelle, Ercole, che punta il ginocchio sinistro sulla roccia e contrae i muscoli; richiama le parole di Moretti riferite al segno: "l'egoismo contrae i muscoli" (1985, p.50), "arresto psicomotorio di immediata preparazione alla successiva reazione spastica" (1985, p.388), "tiene attenti tutti i sensi del soggetto per apprendere le ostilità che possono elevarsi contro il soggetto medesimo […] Appena […] apprende una menomazione dell'"io" da parte altrui […] subito questo segno inalbera l'io e lo lancia all'assalto" (1974, p.123).
Anche in questo caso possiamo allargare l'analogia visiva al temperamento dell'Assalto nel suo insieme e agli altri segni ad esso riconducibili: è una scultura tesa ed eroica in cui le forme muscolari e l'audacia espressa dal volto danno un forte senso di vitalità alla figura tanto che la potenza, la forza, l'energia e la tensione che emana sembrano sul punto di esplodere; il braccio sinistro si proietta verso l'alto secondo una traiettoria diagonale (Intozzata 1° modo, Ardita, Ascendente). I linguaggi dell'arte e della scrittura non sono poi così distanti, quantomeno in alcuni casi, e appare apprezzabile che discipline distinte traggano frutto dalla interdipendenza, pur mantenendo ciascuna la propria autonomia e specificità. Riferimenti bibliografici ARNHEIM R. (2000), Arte e percezione visiva, Milano, Feltrinelli. DORFLES G. (1998), Il divenire delle arti, Milano, Bompiani. MORETTI G. (1974), Grafologia pedagogica, Ancona, Istituto Grafologico. MORETTI G. (1985), Trattato di grafologia, Padova, Messaggero. PULVER M. (1983), La simbologia della scrittura, Torino, Boringhieri. WOLFFLIN H. (1994), Concetti fondamentali di storia dell'arte, Milano, Tea. |