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Congresso di Bologna 8-11 settembre 2000

L'INTERPRETAZIONE DELLA SCRITTURA STAMPATELLO: RISULTATI DI UNA RICERCA

SINTESI DELLA RELAZIONE

di: Patrizia Di Filippo e Franco Torbidoni

1. La ricerca nasce dalla constatazione di una abitudine diffusa e crescente dell'uso dello stampatello, anche tra persone adulte. Parliamo in questo caso di quello spontaneo la cui indagine segnica e conseguente interpretazione grafologica, pongono tuttavia molti problemi.
Prova ne sia la TAV. I dove sono riportati gli scritti di 5 soggetti vergati nelle due modalità (a numeri uguali corrispondono scritture omografe).

E' facile rilevare che i corsivi degli autori 1 o 2 sono molto diversi (inclinazione, pressione, calibro, accuratezza, ecc.) mentre i rispettivi stampatelli appaiono simili tra loro.
Ancor più vistoso il confronto fra le scritture 4 e 5 dove i corsivi sono estremamente diversi rispetto a quelli redatti in stampatello.
Tenuto conto peraltro della accertata difficoltà di reperire un numero consistente di persone che abitualmente scrivono in stampatello, abbiamo preferito iniziare la ricerca verificando statisticamente come gli individui trasformano, in gran parte, la propria scrittura nel passaggio dall'una all'altra modalità.
Sono state coinvolte circa 900 persone alle quali è stato chiesto di compilare il modulo di cui all' all. A.

Tutte le scritture sono state suddivise in 13 categorie (Veloci, Spigliate, Ritmo Moderato, Fluide, Stentate, Rigide, Moderatamente Disomogenee, Molto Disomogenee, Disordinate, Filiformi, Calibro Alto, Originali, caratterizzate da Ricci). Ne sono state scelte 300 con il sistema della casualità, ma tenendo conto della consistenza del blocco di appartenenza. Non potevamo infatti ignorare quello che le scritture, nel loro insieme, esprimevano anche in termini di frequenza.
Nella TAV.II è riportata la composizione dei soggetti di cui abbiamo esaminato gli elaborati.
I risultati sono per certi versi sorprendenti.

In questa sede citiamo le cose essenziali, rimandando la trattazione specifica nella relazione in Atti:

  • 16 segni scompaiono (o quasi);
  • 19 segni diminuiscono di grado;
  • 8 aumentano d'intensità;
  • 43 si comportano in modo vario e addirittura contraddittorio (scompaiono, diminuiscono, aumentano o rimangono inalterati).

    Nella relazione viene particolarmente esaminata la situazione dei segni:

  • Filiforme
  • 1° Modo
  • Lenta
  • Stentata
  • Tentennante
  • Titubante
  • Mantiene il Rigo
  • Ascendente
  • Discendente
  • Misto
  • Curva/Angolosa
  • Triplice Larghezza.

    2. Dall'esame incrociato dei risultati emerge che:

    a) Le ipotesi di partenza sono in gran parte confermate, infatti nello stampatello:

  • l'irrequietezza e il nervosismo vengono fortemente ridimensionati;
  • la chiarezza aumenta nel 100% dei casi;
  • subentra un rallentamento generalizzato;
  • diminuisce il largo tra lettere (78% dei casi) ma, in misura minore, il Largo tra Parole (49%);
  • l'emotività rimane prevalentemente costante.

    b) Le tesi non hanno trovato invece adeguato riscontro, infatti nel passaggio:

  • raramente i segni "semplici" rimangono inalterati pur essendo pochi quelli che scompaiono (o quasi);
  • molti segni "complessi" diminuiscono (in presenza o intensità) ma non scompaiono; altri per contro risultano quasi irriconoscibili;
  • non si verifica la "confluenza/assorbimento" di taluni segni su altri appartenenti allo stesso "genere" (Slanciata su Impaziente, Austera su Recisa, ecc.);
  • non sono emerse correlazioni significative fra la scomparsa di un segno e l'emergere o l'aumentare di un altro.

    3. In buona sostanza, non si ha la certezza che una caratteristica, rilevata nello stampatello, provenga da analoga caratteristica del corsivo redatto dalla stessa persona. Risultano perciò molto ridotti gli aspetti della personalità descrivibili dall'esame di una scrittura non corsiva e consigliamo estrema cautela nell'effettuare analisi grafologiche solo sullo stampatello.

    4. Nel corso dell'indagine sono emersi peraltro molti dati che potrebbero essere utilizzati in sede peritale ai fini identificatori (vds. lettere anonime vergate in stampatello). Segnaliamo i più interessanti:

  • Nel 15% delle scritture la I (maiuscola) viene corredata dal puntino (come nel corsivo);
  • Le lettere dell'alfabeto inglese j, k, w, x, y mantengono in gran parte la stessa struttura in entrambe le forme espressive;
  • nello stampatello compaiono gruppi di lettere collegate fra loro (54% dei casi); quelle più coinvolte sono, nell'ordine, la I, O , A, R, S fino alla X che mai si lega ad altre;
  • l'interrigo tende a diminuire nello stampatello (72% dei casi);
  • le maiuscole nel corsivo (a capoverso o nei nomi propri) risultano di altezza superiore alle corrispondenti in stampatello;
  • nel 90% dei casi il calibro aumenta nello stampatello con variazioni comprese fra lo 0,5 e 3,5 mm.

    5. Consideriamo tale ricerca un punto di partenza e non di arrivo e preghiamo i colleghi grafologi di dare contributi ulteriormente chiarificatori.

    Per ulteriori informazioni potete scrivere a GrafService