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La triplice larghezza (TL) è il complesso caratteristico o sindrome, costituito dalla larghezza o "luce interna" (rapporto tra larghezza e altezza) delle lettere tonde, Largo di Lettere (LdL), dalla distanza che separa due lettere contigue all'interno della parola, Largo tra Lettere (LtL), dallo spazio esistente tra le parole, Largo tra Parole (LtP).
"Capire la TL vuol dire possedere i presupposti dell'intelligenza di un soggetto...nella triplice è la matrice del disturbo psichico" ed è li che il disturbo va "capito per poter essere gestito" (S.Ruzza, Prefazione a G.Moretti 2000).
La triplice larghezza è "l'indicatore delle caratteristiche cognitive e comportamentali dell'individuo...va considerato naturalmente anche il disuguale metodico..." (S.Deragna, 2002).
Possiamo assumere che percezione/osservazione, elaborazione cognitiva dell'osservato, riflessione e ragionamento, collegati alla configurazione assunta nella scrittura dal LdL, LtL e LtP, sono processi di base specificatamente legati alla struttura intellettiva, su cui si innestano attenzione volontaria, generazione di alternative, previsionalità e scelta, integrazione delle conoscenze.
Le proprietà dei segni grafologici indicano l'orientamento dei processi mentali, quindi tra segni e processi non si pretende di trovare delle correlazioni lineari ma di esaminare la direzione verso cui la presenza di un segno, in grado significativo, orienta le modalità di svolgimento dei processi stessi.
Si prescinde invece dai principi simbolici secondo i quali la lettera è idea e senso di sé, la parola è giudizio e senso dell'altro e il rigo è ragionamento e senso sociale; tali simbolismi appartengono ad una impostazione psicoanalitica e, nonostante compaiano nel Trattato di grafologia di G.Moretti, scrive S.Ruzza, sono estranei al pensiero e al linguaggio morettiano.
Si tratta di pagine, secondo il citato, autorevole parere, la cui paternità va attribuita ad altri. Idee, giudizi e ragionamenti, con il loro carico di senso di sé, dell'altro e del sociale, si ritengono presenti a tutti i livelli processuali, dalla percezione all'integrazione delle conoscenze, come mezzi operativi, utilizzati in relazione alle esigenze dello specifico livello su cui la mente sta lavorando (S.Ruzza, Prefazione a G.Moretti 2000).
Si cercherà quindi di esporre quanto appartiene alla riflessione grafologica morettiana in tema di orientamento delle attività cognitive.
Largo di lettere
La semeiotica distingue il segno LdL, quando il rapporto tra larghezza e altezza delle lettere tonde, misurato in decimi, è uguale o superiore a 5/10, e Stretto di Lettere (SdL) quando è inferiore a 4/10.
Tale rapporto, nel linguaggio di Moretti, "movimentato" e non sempre di immediata comprensione, definisce "l'apertura del campo di coscienza, l'ampiezza dello sguardo mentale". E' la modalità gestuale grafica che esprime di per sé una quantità, quanto può cadere nel campo percettivo-recettivo dello scrivente e, potenzialmente diventare oggetto di elaborazione, riflessione e ragionamento. E' cognizione naturale, virtuale, in quanto condizione di base del conoscere. Risulta, quindi, chiaro cosa si deve intendere quando Moretti afferma che un LdL superiore a 5-6/10 è indice di intelligenza quantitativamente superiore alla media. Ma si comprende anche come questo segno, da solo, non dica nulla circa l'elaborazione e gestione del quantum percepito, né dell'ampiezza e profondità con cui i processi elaborativi vengono svolti.
E' interessante notare come l'espressione "apertura del campo di coscienza" acquisti immediata comprensibilità se si pensa alla "coscienza nucleare" descritta da A.R.Damasio, che incrementa il numero di stimoli che si prendono in considerazione e predispone all'attenzione. Tale coscienza nucleare sarebbe la ri-rappresentazione mentale della relazione tra l'organismo e l'oggetto che produce modifiche in quell'organismo, anche quando viene solo rievocato, grazie al meccanismo del "Come se". A.Damasio ipotizza strutture cerebrali di 2° ordine che combinano i segnali provenienti dalle "mappe" di 1° ordine del corpo e dell'oggetto. In tal modo l'organismo è ben informato su quanto sta accadendo e com-prende la situazione, da qui nasce la "libertà" di pianificare risposte non precostituite e fornite dalla natura. Generare una ri-rappresentazione del collegamento corpo-oggetto, inoltre, aumenterebbe lo stato di veglia e l'attenzione su quell'immagine, rendendo sempre più vivide le rappresentazioni del corpo e dell'oggetto, prodotte delle mappe di 1° ordine e comporterebbe il coinvolgimento nella ri-rappresentazione, anche di altri oggetti. A questo punto, collaborando anche memoria e ragionamento, emergono inferenze non verbali, prima fra tutte la relazione che esiste tra l'organismo e l'immagine, quindi la "Prospettiva individuale"; "vedersi e sapere che ciò che vediamo siamo noi, in quanto lo sentiamo nel corpo". Poiché questo sentire è inoltre associato ad alternative di risposta motoria, "scelgo", "decido", "so" che posso agire sull'oggetto causativo di ciò che sento nel corpo, gestisco così la vita.
Le strutture cerebrali coinvolte potrebbero essere i collicoli superiori, il talamo, il cingolo, alcune cortecce prefrontali. Ciascuna struttura opererebbe con diversa incidenza, in interazione con le altre e, forse, la "parte del leone" la fanno il talamo e il cingolo. (A.R. Damasio, 2000).
In coerenza con queste riflessioni, la Psicologia cognitivista definisce la coscienza come "un complesso fenomeno di valutazioni e filtraggio, consapevoli, dell'informazione in entrata, la realtà mentale creata per adattarsi al mondo" (R. Sternberg 2000).
Il luogo grafico che individua il quantum percepito è, dunque, la luce interna delle "o", delle "a" e derivate, "spazialità interna presa come un tutto" ( S.Ruzza Prefazione a G.Moretti 2000).
In ottica di neurobiologia emozionale, è confermato il significato del LdL in quanto segno dipendente da un tipo di gestualità che procede in modo fluido e scorrevole, producendo un tratto curvilineo (segno Curva), frutto di uno stato emozionale rilassato (osservazioni sperimentali di S. Deragna) che predispone all'accoglienza degli stimoli e favorisce il LdL. Viceversa il tracciato può presentarsi teso e rigido (segno Angolosa) per condizioni di allarme e posizioni di difesa che dispongono l'organismo alla resistenza e alla chiusura agli stimoli, producendo SdL. Una condizione emozionale di allarme e difesa può accentuare anche positivamente l'attenzione sui dettagli e sulle particolarità che rappresentino un pericolo, ma ciò non toglie che ne viene menomata la disponibilità e l'attenzione verso l'intero contesto. Un LdL che superi i 7-8/10 va verso l'eccesso e, in quanto tale, poichè tende a percepire e recepire troppo, corre il rischio di perdere in nettezza e di offrire all'elaborazione percezioni "sfocate". La negatività di un eccesso di LdL, come della strettezza di lettere, dovrà comunque essere valutata in relazione alla sindrome di cui partecipa.
Largo tra lettere
LtL è lo spazio tra due lettere consecutive all'interno della parola ed è un movimento progressivo e unitivo che esprime l'aspetto estensivo dell'osservazione. Cognitivamente indica, quindi, se e quanto l'apertura di LdL viene elaborata, quanto si estendono le correlazioni, le associazioni per somiglianza e identità tra i dati percepiti. Sono i processi attraverso i quali avviene la comprensione e l'accoglienza delle "cose del mondo" e del pensiero altrui, che coinvolgono la valutazione, l'assunzione di opinioni, decisioni, previsioni. In breve, è l'indicatore dei "criteri o regole di giudizio" su quanto viene dal mondo esterno, persone e cose. Con riferimento al simbolismo spaziale pulveriano LtL è " l'andare verso" il futuro, l'altro, l'esterno.
Tale spinta, più o meno ampia, è stata collegata al tipo di sollecitazioni del Marcatore Somatico, ipotizzato da Damasio, per cui le variazioni somatiche, reali o rievocate dal meccanismo del "come se" che collega cognizione ed emozione, legate ad esperienze positive e negative, marcano determinati circuiti cerebrali, inducendo un ritiro o una progressione di fronte agli stimoli già preselezionati come negativi o positivi. Ne consegue un risparmio di risorse cognitive che possono essere utilizzate per una maggiore attenzione e concentrazione su quanto deve invece essere preso in esame (A.R.Damasio L'errore di Cartesio 1995; S.Deragna 2002).
Comprensione e benignità nei confronti del pensiero altrui, indica Moretti per questo segno, ma comprensione anche del proprio pensare, aggiunge S. Ruzza, come è richiesto dal concetto stesso di comprensione che " tecnicamente" è conoscenza delle strategie di interpretazione e integrazione nelle conoscenze già possedute, dei messaggi o parti di messaggi provenienti dall'esterno ( Brandsford, Franks, Barclay in S. Roncato Apprendimento e Memoria 1982). Senza la comprensione anche dei propri pensieri verrebbe meno dunque, l'elemento essenziale del comprendere, costituito dal proprio esperire cognitivo in cui viene integrato quello altrui.
La notazione di S.Ruzza assume un particolare significato in quanto LtL sembra individuare la consapevolezza della propria e dell'altrui mente.
Si precisa subito che non si intende riferire l'empatia, collegata al segno Sinuosa, al LtL, giacchè qui non vi è l'indicazione di una identità del sentire, ma di una disposizione al confronto, alla correlazione, alla valutazione di identità e somiglianze. In ogni caso il segno Sinuosa, prende in considerazione anche la modalità gestuale con cui si uniscono le lettere contigue, il "come" della quantità indicata da LtL.
Il grado di LtL può indicare "giustezza, generosità o avarizia intellettiva e affettiva", scrive Moretti nel Trattato, ovvero il tipo di criteri di valutazione che si è portati ad applicare. Quindi anche per questo segno la semeiotica distingue, in base al grado, Largo e Stretto tra lettere. Si definisce LtL quando il grado è uguale o superiore ai 4-5/10, che vuol dire iscrivibilità tra due lettere consecutive di almeno una "o" della dimensione con cui si presenta più frequentemente nella grafia del soggetto. Tale criterio richiama il legame con LdL giacchè le potenzialità estensive, dovrebbero, in teoria, adeguarsi a quelle percettivo-osservative. Un LtL sui 5/10 indicherà perciò criteri valutativi che si mantengono nella stretta oggettività di valutazione ed elaborazione rispetto alla quantità dei dati disponibili ed in questo grado è considerato segno prevalentemente connesso alle modalità intellettive (G.Moretti La Passione Predominante 2003). Se 4-5/10 di LtL sono da considerare, almeno teoricamente, fisiologici per il corretto svolgimento dei processi di confronto e associazione, sui 6-7/10 i criteri valutativi sono "generosi", viene direttamente coinvolta la componente emozionale che lavorando con quella cognitiva porta tali criteri ad un livello ottimale. Comprensione generosa vuol dire una disponibilità a considerare anche ragioni che in prima istanza possono apparire da respingere o da contraddire, apertura ad una maggiore ricchezza dei processi di elaborazione e matrice delle capacità previsionali.
Un eccesso di LtL (superiore ai 7-8/10 ), di conseguenza, è indice di attività intensa ed esuberante pronta a proporre e ad accogliere iniziative e ragioni ma che si allontana dall'oggettività. L' intraprendenza e l'entusiasmo tendono all'euforia, la progressività di LtL diventa, scrive Moretti, "mancanza di discrezione intellettiva" e si traduce nel non considerare e accettare senza assennatezza anche ragioni che andrebbero respinte (G.Moretti Trattato). Un Marcatore Somatico, scrive S. Deragna, che determina programmazioni rapide, decisioni immediate sull'onda di una spinta ottimististica fino all'avventatezza ( S.Deragna 2002).
Come sempre si dovrà considerare il contesto grafico e la triplice larghezza nel suo insieme.
Per converso in una grafia in cui vi sia StL, il Marcatore Somatico suggerisce cautela fino alla diffidenza verso il nuovo, verso le proposte e gli stimoli che vengono dal mondo esterno. I criteri di giudizio sono rigidi e di chiusura, sofisticheria e avarizia intellettiva, dice Moretti, cognizione ed emozione lavorano insieme ma l'emozione è negativa.
Diverso è il discorso quando le lettere si "addossano" annullando il LtL, in questo caso non solo non vi è espansione nè propulsione ma c'è un arretramento, il Marcatore Somatico suggerisce di tornare indietro. Neurobiologicamente il fenomeno si ricollega ad una amigdala, responsabile del circuito della paura e sistema di allarme dell'organismo, con una soglia di eccitabilità molto bassa (LeDoux 1999), per cui sarebbero la preoccupazione e l'ansia a non consentire il normale svolgimento dei processi di pensiero che perde lucidità e con essa la possibilità di corrette associazioni.
Largo tra parole
Se il Ltl è elaborazione e comprensione del percepito, grado di accoglienza di quanto proposto dall'esterno, considerazione del proprio e altrui pensare, confronto e individuazione di identità, somiglianze, contiguità tra unità di conoscenza, il LtP è indice di un livello di potenzialità conoscitiva più complesso in quanto individua le distinzioni e le diversità, discrimina e identifica le componenti delle unità conoscitive riconoscendo le differenze. Si dice generalmente che indica ragionamento e riflessione, ma valutando, scegliendo e decidendo sulle differenziazioni, va oltre e diventa " critica". Moretti sottolinea infatti che LtP "prescinde dal tipo di ragionamento, che sia per somiglianza o per contiguità poco importa", ciò che qualifica questo segno è la tendenza a dividere ciò che è sostanziale da ciò che è accidentale per poi riunificare le parti scomposte e così identificate (G. Moretti Trattato). In tal modo viene attribuito a questo segno la possibilità di svolgimento di quello che gli Psicologi cognitivi chiamano insight da codifica selettiva ( R.Sternberg 2000).
Lo svolgimento di queste attività non può prescindere dalla presa di coscienza dei propri processi mentali, quindi si ritiene la base di un atteggiamento responsabile e cosciente nei confronti delle esperienze cognitive e di apprendimento, di svolgimento di compiti e soluzione di problemi, indice della tendenza a fare un uso specifico dell'attività di elaborazione.
Si tratta dell'aspetto più impegnativo delle attività di pensiero e il luogo grafico che può rivelare l'orientamento di un soggetto verso i relativi processi si ritiene sia solo la larghezza tra le parole, in quanto separazione e presa di distanza dall'"evento" parola. "Tale distanza ha un peso grafico-ottico unico agli effetti della distinzione tra le parti... questo segno è il presupposto che da consistenza all'osservazione attenta...alla curiosità intellettiva...alla capacità di intensa concentrazione...alla concettualizzazione" (S.Ruzza Prefazione a G.Moretti 2000).
Può ipotizzarsi che LtP indichi la possibilità di una sospensione delle attività specifiche, più o meno automatiche, di elaborazione cognitiva e l'emergere di una funzione significativa di riflessione sull'utilizzo dei processi e dei loro esiti. Date le proprietà attribuite al LtP il grado di questo è il perno su cui gira l'equilibrio della Triplice Larghezza e quindi delle funzioni di pensiero.
Equilibrio e squilibrio della TL
Le operazioni mentali non solo sono connesse ma si riconducono l'una all'altra, ne consegue che le proprietà grafologiche di riferimento debbono, a loro volta, essere rapportate tra di loro, in questo senso la TL e il suo equilibrio o squilibrio costituiscono una sindrome.
L'equilibrio consiste nell'adeguamento dell'entità della riflessione e del ragionamento alla quantità di elementi percepiti e osservati, con un congruo, e possibilmente generoso, grado di comprensione dei propri e altrui processi elaborativi, che consente di essere sufficientemente oggettivi senza fissità dei criteri di valutazione. L'equilibrio deve essere quindi più rigoroso tra LdL e LtP e non è compromesso da una differenza di 1-2 gradi.
Un eccesso, oltre i due gradi, di LtP rispetto a LdL indica una tendenza del ragionamento a "girare e rigirare" intorno ad una quantità di dati disponibili proporzionalmente scarsa, quindi alla cavillosità e alla ridondanza, si stenta a concludere e si ritarda o si nega il passaggio ad ulteriori unità di conoscenza. Ne consegue una forma di isolamento intellettivo che si estende anche all'affettività.
L'eccesso di LdL, di per sè e sul LtP, si accompagna spesso ad un andamento molto curvilineo dell'intera grafia (eccesso del segno Curva) che determina il passaggio da un positivo stato di rilassatezza alla lentezza fino all'inerzia. Nel descrivere le caratteristiche di una simile strutturazione grafica Moretti diagnostica una mancata possibilità di valutare l'importanza dello "sforzo" per conseguire uno scopo cognitivo, la non comprensione di "ciò che si deve apprendere". La disposizione affettiva che accompagna il pensiero, in questi casi, è espressa da Moretti con ancora maggiore puntualità: il soggetto "non sa cosa guardare per distinguere ciò che di sè può cedere da ciò che è irrinunciabile" (G. Moretti Scompensi e anomalie della psiche 1962).
E' fondamentale per comprendere la sindrome della TL l'analisi di Moretti della "confusione mentale", termine con cui si riferisce agli stati di attenzione e consapevolezza, centrali negli studi di neurobiologia e psicologia.
Moretti parla di "disorientamento", difficoltà di messa a fuoco della materia da trattare e distingue una confusione da disorganizzazione, da attrazione verso informazioni secondarie, accessorie, accidentali, da "affollamento" di idee e concetti. Ciascuna delle diverse cause è segnalata da diversi segni grafologici ma la costante è sempre una particolare, bassa o squilibrata, configurazione delle larghezze, soprattutto di quella tra parole.
Si tratta di tendenze alla disorganizzazione, distrazione, eccesso di immaginazione, che influiscono ancora sulla possibilità di svolgimento dei processi: l'orientamento di fronte al compito/problema, l'attenzione e concentrazione per cogliere le informazioni e selezionare quelle utili e pertinenti.
Una alternanza non armonica di strettezza e ampiezza del LtL e del LtP si collega invece specificatamente, alla difficoltà di "trovare la chiave" per la soluzione dei problemi e di trovare dove sia l'errore, per confusione tra ciò che precede e ciò che segue, alla cui base ci sono i criteri di valutazione e il ragionamento.
Vengono qui chiamate in causa le componenti di base che consentono i processi di comprensione e definizione del compito/problema, di monitoraggio dell'attività cognitiva che induce, eventualmente, al cambio di percorso strategico. Si riconoscono nella riflessione grafologica importanti temi della sperimentazione psicologica come le stime di conoscenza, la previsione circa l'esito dell'attività, il riconoscimento dell'errore.
Infine la gestione degli spazi grafici caratterizzata da invadenza, intrecci, tracciati superflui, che vanno a menomare la luce interna delle lettere, la nettezza e continuità dei collegamenti interletterali, il "silenzio" dello spazio tra parole, determinando un contesto di oscurità per grovigli e arruffamento del tracciato che produce ammassamento di parole (segno Oscura in contesto negativo), sono indici di una tendenza a perdere il controllo cosciente delle proprie attività mentali (G. Moretti 1962).
In merito a quanto può interferire sulla chiarezza e lucidità, in particolare nella fase percettiva degli stimoli di apprendimento, quindi, grafologicamente, sul LdL, si deve sottolineare l'importanza delle modalità della pressione. La luce interna degli ovali può essere diminuita non solo dalla ridondanza di tracciati più o meno concentrici all'interno degli ovali stessi (segno Accartocciata), ma anche da macchie di inchiostro puntiformi o allungate, lungo il tracciato (segno Intozzata 2° modo). Tali macchie sono indici di un improvviso aumento della pressione dovuto a sobbalzi di variabile intensità, collegati a subitanei stati d'allarme dell'organismo.
Si tratta di impressionabilità, che significa "intensità e frequenza di esperienze emotive superiori alla norma...riferibili ad una condizione in cui si ha una soglia troppo bassa di risposta agli stimoli ambientali... effetto di un eccesso di impressionabilità è una diminuzione di efficienza intellettiva, soprattutto per la memoria, la concentrazione e il ragionamento" (S.Deragna 2002).
Sono infine da considerare, rispetto alla TL, le tendenze all'analisi e alla sintesi, attività cognitive di base trasversali a tutti i processi e cruciali per il loro efficiente ed efficace svolgimento.
Questi due processi sono generalmente collegati alla presenza dei segni Staccata-Attaccata, con riferimento alla discontinuità-continuità del legame tra le lettere della parola, ma radicano la loro consistenza nella Triplice larghezza (S.Ruzza 2000). Si può infatti affermare che l'analisi e la sintesi indicate da Staccata e Attaccata sono forme di distinzione e unione che poggiano su una sottesa potenzialità da ricercare nella struttura intellettiva e vengono chiamati in causa LtL e LtP.
Nel LtP è possibile individuare la tendenza naturale ad analisi che effettivamente distinguono ciò che deve esserlo o scompongono indebitamente quanto deve restare unitario (da qui può emergere l'eccesso di Staccata).
Nel LtL si può trovare l'indicazione della esaustività delle sintesi che Attaccata non può rivelare.
Certamente per poter parlare di una "buona" TL il grado dei segni non dovrebbe andare sotto o troppo sotto i valori medi, tuttavia non esiste una configurazione di per sè ottimale ed anche una Triplice che vada verso la Strettezza può risultare efficace ed efficiente se vi è un sostanziale equilibrio.
Bibliografia
Opere citate :
Damasio A.R., Emozione e Coscienza, Milano, Adelphi 2000,
Damasio A.R., L'errore di Cartesio, Milano, Adelphi 1998
Sergio Deragna, Grafologia e Neuroscienze, Roma, CE.DI.S Editore, 2002
Moretti G., Facoltà intellettive e attitudini professionali dalla grafologia, Padova, Messaggero 2000
Moretti G., La Passione Predominante, Padova, Messaggero 2003
Moretti G., Scompensi e anomalie della Psiche, Padova, Messaggero1962
Moretti G., Trattato di grafologia, Padova, Messaggero1980
Roncato S., Apprendimento e Memoria, Bologna, Mulino 1982
Ruzza S., Prefazione a G.Moretti Facoltà intellettive e attitudini professionali dalla Grafologia, 2000
Ruzza S., Introduzione a G.Moretti, La Passione Predominante, 2003
Sternberg R., Psicologia Cognitiva, Padova, Ed. Piccin 2000
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