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Analisi
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Evoluzione del segno grafico

 

Considerazioni evolutive sul disegno del bambino

Il processo grafico del bambino non evolve linearmente dalla non-rappresentazione alla rappresentazione ma si dispiega attraverso le tante modalità grafiche che rappresentano le sue esigenze in quel determinato momento.

E’ comunque opportuno presentare una sintetica scheda della evoluzione del disegno del bambino, a partire dallo scarabocchio

Il bambino già da un anno di vita scopre che può produrre dei segni in modo assai divertente e, utilizzando un qualsiasi strumento che lasci una traccia, si abbandona a descrivere linee che vanno in tutte le direzioni, per il solo gusto di farlo.

Le linee tracciate siano esse su carta che sui muri di casa sono una testimonianza dell’espansione dei suoi movimenti; i punti, che a volte sono eseguiti con tanta intensità da bucare il foglio, evidenziano il gusto di incidere sulla realtà e il piacere di riuscirci

Nella prima fase dello scarabocchio non c’è dunque ancora intenzionalità di rappresentazione.

Verso i due anni e mezzo, il bambino entra in una nuova fase, detta dello "scarabocchio controllato", in cui mostra un particolare impegno nell'effettuare il movimento per produrre determinati segni.

Calato nei propri gesti il bambino crea forme casuali: linee orizzontali, verticali, circolari, curve.

Dal terzo anno di vita, nella fase del pensiero simbolico e rappresentativo e contemporaneamente alla comparsa del linguaggio parlato, il bambino inizia a dare un nome ai suoi scarabocchi.

I disegni sono incomprensibili se il bambino stesso non ne fornisce una spiegazione. ("questo è un cane" senza tuttavia che l’adulto abbia la possibilità di riconoscerne la forma)

Caratteristiche di questa fase sono: l'intenzionalità comunicare qualcosa di preciso e l'inizio della strutturazione dello schema corporeo.

Verso i quattro anni, il bambino tende ad abbandonare lo scarabocchio e si impegna nel abbozzare la figura umana che rappresenta inizialmente tonda come una palla e, a volte, con le braccia che spuntano dalla testa.

In questa fase compare anche il primo abbozzo del disegno della casa, dell'albero e di altri oggetti noti al bambino, quali la palla, la macchina, il cane.

Portato a lanciarsi nell’imitazione della scrittura spesso il bambino produce linee, cerchi, quadrati che hanno il significato di lettere.

Tra i quattro e i sette anni, nella progressiva conquista di un’immagine sempre più adeguata a ciò che vuole effettivamente rappresentare, il bambino riesce a completare la figura umana nei suoi particolari.

Tutti gli oggetti tenderanno ad essere collocati su di una linea fondamentale che può rappresentare una strada, un terreno, un pavimento. Oltre alla linea di base, appare una seconda linea, quella del cielo, a netta distanza dalla prima.

Dai nove-undici anni bambino evidenzia una più acuto spirito di osservazione e senso estetico Gli oggetti e la figura umana sono ora riprodotti con forme più realistiche e con una maggiore ricchezza di dettagli (es. l'abbigliamento).

Intorno agli undici anni compaiono le regole del disegno: le proporzioni degli oggetti raffigurati divengono più realistiche e quindi trovano spazio la tridimensionalità, l'intuizione della distanza, della profondità, delle prospettive.. Anche l'uso dei colori diventa più vario e differenziato, con sfumature e giochi di luci ed ombre.

Verso i 12 anni molti ragazzi perdono l’interesse per il disegno che percepiscono inadeguato a rappresentare il loro pensiero: il disegno deve essere ora realistico e raffigurante al meglio l’oggetto da rappresentare. E in ragione di questa difficoltà che aumentano le resistenze a disegnare

I disegni diventano spesso stereotipati, banali, talvolta geometrici e poco creativi.

 

Bibliografia

S. Lena - Grafologia dell’età evolutiva - dispensa per la scuola di grafologia di Urbino – Libreria Girolamo Moretti

M.C. Zampieri - Grafologia dell’età evolutiva - dispensa per il corso in scienze grafologiche – LUMSA

 

G. Axia e S.Bonichini (A cura di) La valutazione del bambino – Manuale di metodi e strumenti, Carocci editore, Roma 2000

D. Widlocher – L’Interpretazione dei disegni infantili- Armando 1980

A.Oliverio Ferrarsi – Il significato del disegno infantile- Boringhieri 1975

L. Corman, Lo scarabocchio: un test di personalità profonda, Torino, Edizioni Sharòn, 1996

R. Quaglia, Il "disegno" dello scarabocchio, Torino, Edizioni Sharòn, 1997

Otto F. Gmelin, Come leggere i disegni dei bambini, Ed. Cappelli, Bologna, 1974.

Webliografia

L'Universo dello Scarabocchio

Il significato degli scarabocchi

Psicodiagnosi